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Il miliardario giapponese che sta regalando soldi

I soldi fanno la felicità o no? La classica domanda da un milione di dollari , o da un miliardo di yen, la cifra che Yusaku Maezawa vuole spendere per scoprirlo

Yusaku Maezawa. Foto di Toshifumi Kitamura/AFP via Getty Images

I soldi fanno la felicità o no? È la classica domanda da un milione di dollari, recentemente diventata da un miliardo di yen grazie alla decisione di Yusaku Maezawa – 44enne giapponese fondatore del sito di e-commerce Zozo Inc la cui fortuna (per il Bloomberg Billionaires Index) è pari a 3,6 miliardi di dollari – di stanziare proprio quella cifra a un progetto per misurare l’effetto del denaro sulle persone. 

Del miliardo di yen stanziato, equivalente a 8,3 milioni di euro, Maezawa donerà un milione (83mila euro circa) ciascuno a mille dei suoi follower, estratti a sorte tra i 4 milioni di utenti che hanno ritwittato entro il 7 gennaio il post in cui spiegava l’iniziativa. I fortunati selezionati potranno usare il denaro come meglio credono e saranno monitorati attraverso regolari questionari per capire in che modo un milione di yen in più possa incidere sulla vita, sul lavoro e sulla felicità in generale. L’imprenditore si augura anche di riuscire a catturare l’attenzione di accademici e di economisti che possano aiutarlo ad interpretare i risultati di quello che definisce “un serio esperimento sociale”.

Maezawa è un tipo eccentrico: è famoso per non badare a spese soprattutto quando si tratta di acquistare auto sportive e opere d’arte – ha pagato la cifra record di 111 milioni di dollari per un dipinto di Jean Michel Basquiat – oltre che per essere il primo passeggero privato che volerà intorno alla luna con SpaceX di Elon Musk. E non è nemmeno la prima volta che regala i suoi soldi: già un anno fa aveva già messo a disposizione 100 milioni di yen per 100 dei follower con la stessa modalità.

L’imprenditore si interroga da tempo sul valore del denaro e sostiene l’idea di un reddito di base universale: un pagamento periodico, senza vincoli, a tutti i cittadini. Dato che ha “i soldi e il tempo libero” necessari per fare l’esperimento, Maezawa sta cercando di stimolare un maggiore dibattito sui vantaggi di questa teoria.

A parte Maezawa, sul rapporto fra soldi e felicità si interrogano da sempre i grandi pensatori. Il parere della scienza – stando a uno studio di ricercatori dell’Università di Princeton – è che, al crescere dello stipendio fino a 75 mila dollari l’anno (circa 68 mila euro), aumenta anche la felicità. Oltre quella soglia, però, la gratificazione smette di crescere, anche se si incrementa il reddito.

Inoltre non conta solo quanti soldi si hanno a disposizione ma anche come vengono utilizzati: secondo uno studio dell’Università della British Columbia su un campione di 4500 persone, il denaro fa la felicità quando serve per comprare del tempo libero. Chi usa il denaro per delegare ad altri “compiti quotidiani non piacevoli”come ad esempio le faccende domestiche, sostiene lo studio, tende a dichiararsi più soddisfatto della propria vita rispetto a chi non lo fa. “Acquistare tempo ha benefici simili all’avere più soldi”.

Inoltre, secondo le ricerche di Thomas Gilovich, professore di psicologia della Cornell University, il denaro può rendere felici anche quando serve per comprare esperienze, piuttosto che cose materiali. “Le esperienze ce le ricordiamo anche dopo molto tempo, mentre agli oggetti ci abituiamo presto. Allo stesso tempo, ci godiamo anche l’attesa di un’esperienza più di quella di possedere un bene”. Le esperienze servono anche per soddisfare un’esigenza primaria: stabilire relazioni significative con le altre persone.

Gli studi di Gilovich sono confermati da Ryan Howell della San Francisco State University: le persone si sentono vive quando fanno le loro esperienze. “Per quanto bello sia il tuo nuovo computer, non ti farà sentire vivo”, ha spiegato Howell, aggiungendo che in media la gioia per un nuovo acquisto dura da 6-8 settimane a un massimo di tre mesi. Mentre i ricordi possono durare tutta la vita, senza perdere valore.

Dunque il punto è come dice il famoso detto popolare: i soldi non faranno la felicità, ma di certo aiutano.

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