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Il film porno italiano che vuole sfatare i miti sul sesso tra donne

'Un’ultima volta', prodotto da Erika Lust e girato da due donne italiane, è una risposta ai falsi miti sul sesso lesbico che dominano le ricerche degli italiani su Pornhub

Una scena dal trailer del film

“Quando non si hanno le palle di affrontare l’altro sesso ci si lecca tra simili. Così è più semplice. E ci si chiava con il simbolo del maschio per eccellenza.”

Quello che avete appena letto è un commento d’odio contro una donna lesbica preso da un post Facebook, che denota non solo omofobia ma anche ignoranza circa la sessualità delle donne lesbiche (tra l’altro “avere le palle” è anche una frase sessista). Eppure la fantasia lesbica stuzzica molto le menti degli italiani: secondo il report annuale di Pornhub, “lesbian” è stata la categoria più vista in Italia e “scissoring” (termine inglese per il sesso lesbico) è la ricerca che ha avuto il maggior aumento nel 2019 in Italia (una impennata del +2073%) registrando quindi un crescente interesse italiano per il sesso tra donne. Peccato che tutto ciò sia forgiato sull’immaginario mainstream.

Quest’anno ho avuto modo di conoscere diverse donne lesbiche e ci siamo trovate a parlare proprio della rappresentazione della donna lesbica nel porno: “molte cose che si vedono nei porno lesbici non sono veritiere”, mi ha detto una di loro, “ad esempio: non è una grande idea masturbare una donna con la manicure stile unghie ad artiglio lunghissime, eppure le attrici nei film lo fanno”. Tutto ciò mi ha fatta molto riflettere. Così, quando ho saputo che al Pop di Milano avrebbero proiettato un fillm porno lesbico prodotto da Erika Lust – regista di pornografia indipendente e con un punto di vista femminile – e ideato da una coppia di ragazze italiane, mi sono subito fiondata. Dopo la visione del cortometraggio, che mi ha spalancato un mondo di delicatezza ed eccitazione, ho fatto due chiacchiere con le ideatrici: Charlie Benedetti e Sara Brown.

Nel lavoro di Erika Lust Charlie e Sara hanno trovato “qualcuno che mostra il sesso per ciò che è, restituendogli dignità ed estetica” e sentendo che “nella categoria lesbo mancava ancora qualcosa che le facesse sentire davvero rappresentate” hanno deciso di scriverle proponendosi per collaborare come coppia col fine di realizzare qualcosa “che avesse al centro una vera relazione lesbica”.

Visto che il loro film nasce dall’intento di dare una visione più autentica e profonda della sessualità lesbica, ho chiesto a Charlie e Sara cosa non va nella rappresentazione mainstream del sesso tra due donne. “La rappresentazione mainstream del sesso tra donne è frutto di una fantasia maschile, come tutto il resto della pornografia cui siamo abituati. È molto difficile per una donna che ama le donne identificarsi in un video porno lesbo di Pornhub, perché sono pensati da uomini per un pubblico di uomini… e si vede”.

E in quanto pensati da uomini sono pieni di falsi miti. “Primo fra tutti la convinzione che senza un pene che penetra l’atto sessuale è incompleto: nella maggior parte dei porno lesbo mainstream a un certo punto arriva l’uomo a completare il trio, oppure c’è sempre un sex toy fallico con cui le attrici riproducono gli stessi giochi di ruolo del sesso etero-normato. Anche l’uso delle dita e/o lingua è assolutamente meccanico. Ma nella realtà la penetrazione è secondaria e non essenziale affinché una donna raggiunga l’orgasmo: il fulcro del nostro piacere sta nella clitoride, che si trova al di fuori della vagina e va stimolata delicatamente. Forse il più grande falso mito è che la passione lesbo sia soltanto ‘un gioco’ o ‘una fase’. Ciò che manca nel porno è l’autentico desiderio che spinge una donna a fare sesso con un’altra donna”. Che esattamente quello che sosteneva il commento con cui ho scelto di aprire il pezzo.

“[Erika Lust] ci ha risposto dopo mezz’ora invitandoci nel suo ufficio a Barcellona”, mi ha spiegato Charlie tornando sulla storia del corto. “È stato un percorso veramente difficile, nel quale ho commesso diversi errori: il più grave è stato quello di credere a chi mi diceva di non esserne all’altezza. Alla fine però sono riuscita ad avere tra le mani la mia prima opera e ho scoperto di voler fare questo nella vita.” 

Il cortometraggio si intitola Un’ultima volta e racconta la fine di una relazione tra due donne. Il cosiddetto breakup sex, come viene chiamato in inglese. Erika Lust, che ha prodotto il film, ha commentato dicendo che è un film “così reale che fa male”. Il corto è online su XConfessions, la piattaforma ideata da Lust che propone film tratti da reali fantasie erotiche inviate dagli utenti anonimamente – da cui il forte senso di autenticità dei suoi film. Nel film Charlie e Sara compaiono anche come performer. “Avendo la fortuna di lavorare insieme alla mia compagna è stato un prendersi per mano e tenersi forte. Mai avremmo creduto di ritrovarci a fare del sesso davanti a una telecamera”, mi ha detto Charlie. 

Anche la reazione del pubblico è stata inattesa e sorprendente. “Chi ha parlato con noi ci ha raccontato la sensazione di vedere qualcosa di nuovo. I commenti più emozionanti sono quelli delle coppie lesbiche, bisessuali, pansessuali che ci ringraziano per averle fatte sentire finalmente rappresentate, tanto nel sesso quanto nelle dinamiche di una relazione. Quelli più soddisfacenti invece sono quelli da parte di donne e uomini etero che si sono riconosciuti nella storia che abbiamo raccontato. L’obiettivo principale era proprio questo: dimostrare che, alla fine, non c’è alcuna differenza”.

Ma l’incomprensione verso le tematiche di genere e sessuali può portare anche a reazioni negative. “C’è stato chi non ha capito nulla e ci ha proposto di girare film porno etero promettendo di pagarci molto bene. Da parte di alcuni italiani abbiamo ricevuto commenti che ci ricordavano che secondo Dio il nostro amore è innaturale”, mi hanno raccontato Charlie e Sara. “Nel nostro Paese l’educazione sessuale nelle scuole è davvero necessaria, ma ancora di più lo è per gli adulti”.

Dalle conversazioni con amiche lesbiche che ho avuto quest’anno è emerso un punto fondamentale: la sessualità lesbica è invisibile – e anche quando viene mostrata, è spesso avvolta da false credenze. Le stesse donne lesbiche sono socialmente invisibili: il pensiero comune è che “tutte le donne sono un po’ lesbiche”, per non parlare del fatto che molti continuino a dire a donne lesbiche che “è una fase”. Come mi hanno detto Charlie e Sara: “le donne che si amano sono invisibili nella nostra società, sembriamo appartenere a un mondo parallelo, la gente fa fatica a credere che esistiamo davvero, che ci amiamo davvero e stiamo insieme davvero.”

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