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Il coronavirus metterà fine all’era degli influencer?

Chiara Ferragni si è reinventata come testimonial, Dolce & Gabbana investe per formare le commesse e gli esperti raddoppiano i follower: forse nel mondo post-pandemia non ci sarà spazio per la cultura della celebrità

Foto via Unsplash

Nulla sarà come prima. Tra la fine della Fase 1 e l’inizio della Fase 2 Luca Sofri, sul suo blog, ha provato a capire se quello che ci aspetta nei prossimi mesi è comparabile ai traumi generati, in passato, dalla diffusione dell’AIDS, l’11 settembre o la rivoluzione digitale. “Per scelte coraggiose e riformiste – sostiene il giornalista – servono non solo occasioni eccezionali, varchi, ma leader in grado di approfittarne. L’Italia non ci è arrivata con il materiale migliore: però nei film – nei film – capita che siano i momenti in cui danno il meglio i più inattesi”.

Il ragionamento di Sofri collima con una riflessione del New York Times che sta prendendo piede in rete. Secondo Amanda Hess, firma del prestigioso giornale, il lockdown ha bruciato la cultura della celebrità che era arrivata alla sua massima espressione con l’avvento dei social network, grazie ai quali ognuno può usufruire dei suoi 15 minuti di visibilità. Nel post pandemia, sostiene la giornalista, saranno centrali il lavoro, la competenza e il know-how. La loro ricomparsa inizia già a farsi sentire nei settori che in questi hanno influenzato il mercato.

Dolce&Gabbana ha deciso di allocare i soldi stanziati in questi anni per l’influencer marketing alla formazione delle persone che lavorano nello loro boutique. Le commesse prenderanno, nelle prossime settimane, il posto delle influencers che hanno spinto il brand su Instagram.

Questo passaggio, secondo il Gruppo Miroglio (proprietaria di Oltre, Fiorella Rubino e Motivi), darà vita a un marketing umanistico che metterà al centro le persone che con il loro lavoro hanno fatto crescere l’azienda. Le nuove brand ambassador dell’azienda sono 6 addette alla vendita scelte dalle 2500 colleghe attraverso un sondaggio interno.

Cambiano i testimonial ma anche le categorie merceologiche capaci di accendere l’attenzione di una community. Durante la quarantena è diventata una star don Alberto Ravagnani, sacerdote 28enne che racconta il Vangelo con video ispirati alle Iene di Italia1.

L’investimento che il giovane prete ha fatto su di sé ha dei punti in comune con quello attuato da altri “nuovi” influencer che sono riusciti, in queste settimane, a capitalizzare il proprio seguito. La personal trainer Sara Compagni ha messo a disposizione della propria community la sua professionalità. Il successo dell’operazione è stato così impattante che durante il lockdown il numero dei suoi follower è raddoppiato. Questo exploit è stato subito capitalizzato dall’atleta che senza aspettare l’arrivo di uno sponsor è riuscita a vendere, attraverso un gruppo privato a cui ci iscrive pagando una quota, i propri allenamenti a chi ha iniziato a seguirla su Instagram.

“Aiutati che il ciel ti aiuta” sostiene il saggio ma anche Chiara Ferragni che anche in questo periodo indica la strada a chi, seguendo il suo esempio, ha provato a sbarcare il lunare. La regina delle influencer è stata l’unica che in pochissimo tempo ha saputo riconvertire la propria impresa diventando la testimonial di prodotti, su tutte le capsule per la lavatrice, che mai ci saremmo immaginati di vedere nelle sue stories. Per ricominciare, mai come oggi, è necessario reinventarsi.