I dj-set di Evissimax, un viaggio tra più generi musicali | Rolling Stone Italia
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I dj-set di Evissimax, un viaggio tra più generi musicali

Le sue parole d’ordine sono energia, positività, allegria. E con i ritmi bouncy ha portato le atmosfere delle feste nigeriane nel clubbing milanese

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«È un viaggione». Evissimax usa queste parole per descrivere i suoi dj-set. Perché un lungo viaggio è stata finora la sua vita: italo-nigeriana, ha infatti trascorso infanzia e adolescenza seguendo la sua famiglia che si spostava per lavoro tra Nigeria, Ghana e Italia, Varese e Milano per la precisione.

«Sono cresciuta ballando», racconta al telefono nei giorni di chiusura della fashion-week milanese: «Nella cultura nigeriana ogni occasione è buona per fare festa, ascoltare ottima musica e ballare. Ricordo che da ragazzini ci mettevamo in cerchio e facevamo le gare di ballo sul dancefloor… Ma la mia prima, vera esperienza di clubbing è stata forse quando ero al liceo in Ghana: una serata con amici, ma era molto, molto presto», ricorda ridendo.

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Evissimax specifica quel «molto molto presto» perché, da quando vive a Milano è abituata a vivere di notte: «Sono sempre stata nel mondo del clubbing milanese, anche perché lavoravo in un locale. Ma fare la dj non era proprio nei miei programmi».

I programmi sono cambiati quando «un gruppo di ragazze che conoscevo ha organizzato un workshop per dj e io mi sono detta: proviamoci, almeno così esco anche di giorno!Appena ho messo le mani sulla console ho capito che era stupendo, dovevo dedicare tutte le mie forze alla musica».

E la sua musica è inevitabilmente l’incontro tra due mondi che Evissimax conosce molto bene. «Anche si mi piace tantissimo l’afro», racconta con entusiasmo, «non suono sempre e solo quello, ma se metto techno cerco comunque ritmiche bouncy, che ti fanno muovere. Nei miei set tento sempre di creare un’atmosfera di presa bene, portare quelle energie alte che mi trasmette la cultura nigeriana. Il senso del ritmo arriva sicuramente da questo mio lato: la Nigeria è un Paese pieno di energia, positività, allegria. Ed è ciò che provo a trasmettere con i miei dj-set».

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Ma torniamo per un attimo al suo primissimo set da protagonista in console, ovviamente a Milano. «Ero un fascio di nervi, non riuscivo neanche a bere l’acqua. Uno dei ragazzi che aveva organizzato l’evento mi disse: “Ma perché sei così in ansia, non sarà mica la tua prima volta?!?”. Ho mentito: “Ma no”, gli ho risposto, “sai che c’è sempre un po’ d’ansia”… Ricordo che è stata una serata difficile anche per via di tanti problemi tecnici, ma se ero riuscita a suonare in quelle condizioni significava che potevo farcela ovunque, mi piaceva davvero tanto».

E poi c’è stato un momento epico, la svolta: «Era solo la mia terza serata, un paio di anni fa alla Fabbrica del Vapore: ero sempre agitatissima, davanti a un pubblico enorme, ma mentre suonavo erano tutti presi bene, felicissimi. Arrivata all’ultima traccia, quando ho visto 4mila persone applaudire, è stato surreale. Lì ho capito che ero davvero sulla strada giusta».

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Never let’em know the next move, Evissimax cita questo meme per descrivere il ritmo dei suoi dj-set, la scelta dei pezzi da suonare in scaletta. Non lasciare mai che si intuisca quale sarà il brano successivo, vince l’effetto sorpresa:«Dipende dalla serata, prima capisco come voglio introdurmi al pubblico, se partire più tranquilla e crescere andando avanti, oppure iniziare a spingere subito. Poi mi piace giocare con i generi: parto con un ritmo afro, tribale, e poi viro verso techno, electro, Jersey, e infine torno ai ritmi afro. Non sai mai da dove si parte e dove si arriva, ma è un viaggione».

Qual è secondo Evissimax un pezzo o un genere che proietta il dance-floor verso il futuro? «Difficile rispondere a questa domanda, ma direi il ghetto-electro: mi pare un miscuglio perfetto tra passato e futuro anche per via dell’utilizzo di sample hip-hop, dei rimandi a questa cultura e suoni contemporanei. Uno dei producer che lo fa meglio è DJ Swisha, tra i miei preferiti».

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Considerata l’esperienza finora tra club in Italia e posti dov’è salita in console all’estero, Evissimax ha iniziato a farsi un’idea sulle differenze tra i vari dance-floor e il modo in cui risponde il pubblico: «Gli italiani sono tuttI fomentati, gasati: questo mi dà energia e mi ricorda un po’ la cultura nigeriana. All’estero invece, in città come Londra o Berlino, il pubblico è più concentrato sul percorso musicale che proponi rispetto al far festa. Ma dipende sempre molto da serata a serata».

Il giorno prima della nostra intervista, Evissimax e i suoi amici hanno suonato su un pick-up in giro per la città iper-eccitata per la Milano Fashion Week. Dunque è naturale chiederle quanto contino l’immagine e lo stile nel suo lavoro: «Mi piace la moda, fare ricerca, giocare con i look, mi diverto a travestirmi. E all’inizio facevo molta attenzione all’immagine durante i miei set, ma ora preferisco che l’attenzione del pubblico sia più diretta verso la mia musica e quello che suono che sul mio personaggio. Lo stile e l’immagine restano comunque molto importanti».

Il set itinerante è stato fatto con la sua etichetta, Funclab Records che, più che una label, «sono i miei fratelli, è una seconda famiglia». Insomma, è una community artistica e non solo: «Le persone che mi sono intorno sono importantissime – spiega Evissimax – il loro supporto è fondamentale. È davvero importante circondarti di amici che credono in te anche quando perdi fiducia in te stessa: mi è capitato di mettermi in dubbio, e in quel momento sono stati loro a dirmi: “No zia, vai avanti, continua così che spacchi”. È un settore difficile e avere amici e familiari che ti ricordano chi sei è la base di tutto. Anche io cerco di dare supporto a chi mi sta intorno perché so quanto è difficile. E se qualcuno si rispecchia in me e dice “posso farlo anche io”, sono felice».

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A proposito di famiglia, è interessante raccontare la genesi di un pezzo in uscita a cui Evissimax tiene tantissimo: «La prima traccia del mio nuovo EP in uscita a breve, OTT: il titolo rimanda al nome di mia mamma, Otiti. Le ho chiesto di registrare una frase esplicita in edo, una lingua nigeriana, e così ho fatto un sampling con la sua voce. Le sonorità sono afro ed electro, e per questo è una traccia che rappresenta i miei due mondi che si uniscono».

Sapete come si chiude il pezzo? È ancora la voce della madre di Evissimax, il suo commento a caldo dopo aver ascoltato il brano, un feedback dolcissimo per la figlia dj: «Ti amo tanto, hai spaccato».