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Future Vintage Festival 2021: cosa abbiamo visto

Da Massimo Pericolo che sogna di essere Eminem a Federico Barengo che spiega i segreti delle sneakers, è stato il festival dei sorrisi, dei colori brillanti e delle identità fluide

Stile come sorriso. È questo in tre parole il bilancio del Future Vintage Festival 2021, giunto ormai alla 12esima edizione che si è chiusa a Padova lo scorso 12 settembre. Un’edizione all’insegna dei sorrisi, delle identità fluide, del futuro costruito tramite il recupero del passato dandogli una nuova chiave.

E così tra scritte al neon, tatuaggi, colori, sticker e sneakers un pubblico di migliaia di giovani è passato dagli spazi del Centro San Gaetano di Padova per ascoltare gli oltre 30 talk e curiosare tra le tante proposte in tema di moda, accessori, arte e design.

Massimo Pericolo durante il suo intervento al Future Vintage Festival

Il grande ospite di quest’anno era Massimo Pericolo. Il rapper ha vestito per la prima volta i panni dello scrittore senza musica, presentando il suo primo libro, Il signore del bosco, con Wad di Radio Deejay. L’artista ha raccontato storie sulla sua vita, dalla passione per il Kong fu che gli ha insegnato il valore del sacrificio e del fare le cose per bene, al sogno di diventare il nuovo Eminem.

Stephanie Glitter (artista drag), Francesco Cicconetti (attivista trans) e Muriel (youtuber) durante uno dei panel di Future Vintage Festival

Stephanie Glitter (artista drag), Francesco Cicconetti (attivista trans) e Muriel (youtuber) durante uno dei panel di Future Vintage Festival

Grande successo anche per Federico Barengo, il cultore dello streetwear che ha parlato di tutti i segreti delle scarpe custom. E per le incursioni comiche di Lercio, iPantellas, Le Coliche e Hipster Democratici. E per i momenti di inclusività: i panel di Stephanie Glitter, artista drag, di Francesco Cicconetti, attivista trans, e Muriel, youtuber che si occupa di body positivity. Per non parlare del sound che ha spaziato dall’hip hop e l’RnB di Joan Thiele al dj set magistrale di Samuel dei Subsonica che ha chiuso il festival.

Capitolo a parte ovviamente quello della sicurezza: l’evento prevedeva l’ingresso tramite Green pass o – per chi non ce l’aveva – la possibilità di fare gratis un tampone rapido sul posto. Tamponi che sono stati tutti negativi, e così il Covid non è riuscito a rovinare l’atmosfera di un festival che ogni anno diventa sempre più aperto, cosmopolita e inclusivo.

Il festival è stato organizzato da Superfly Lab

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