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Ecco cosa devi fare se in questi giorni non riesci a dormire per l’ansia da coronavirus

È perfettamente normale visto lo stress della situazione: è importante leggere, ascoltare musica, fare attività fisica, ricordarsi che l'ansia genera solo altra ansia e – se necessario – chiedere aiuto

STR/AFP via Getty Images

Da inizio marzo siamo obbligati a restare in casa e uscire solo “con un valido motivo”. Sappiamo quando è iniziata l’emergenza coronavirus e non sappiamo quando finirà. Aspettiamo la data del 25 marzo, giorno in cui scade il decreto 11 marzo emanato per rispondere all’epidemia che ha colpito il nostro Paese (e oggi tutto il mondo), con il timore che due settimane non siano state abbastanza e l’isolamento possa essere prolungato.

Abbiamo poche certezze, le uniche sono le norme che dobbiamo seguire per evitare di essere contagiati. Si cammina a distanza di un metro l’uno dall’altro, si esce solo se strettamente necessario, indossare mascherine e lavarsi le mani. Ecco, cosa sappiamo con certezza. Tutto questo ci rende ansiosi e preoccupati, e infatti sono sempre di più le persone che lamentano disturbi di ansia e insonnia: cosa possiamo fare?

“Innanzitutto è fondamentale dare consapevolezza alle persone. Ci aiuta a ritrovare senso e centralità anche di noi stessi rispetto alle cose che accadono”, spiega a Rolling Stone il dott. Marco Vitiello, psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, membro dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, psicoterapeuta e professore presso l’università La Sapienza. “Ecco perché conoscere, anche dal punto di vista più specialistico è importante”. E l’ansia si sa, genera altra ansia.

“Si rischia un circolo vizioso reiterato. La riduzione della quantità e della qualità delle ore di sonno può generare anche patologie più acute perché va ad incidere sul sistema cardiovascolare, come su quello metabolico e digerente”. Una condizione che può portare le persone ad assumere comportamenti inconsueti e dannosi. “C’è l’abuso di alcol, la troppa televisione, abuso di internet e tutto questo ci espone al rischio”.

D’insonnia si può soffrire abitualmente, anche se non ci si trova sotto stress ma in caso contrario il pericolo è quello di non uscirne facilmente perché si entra in una condizione per cui l’insonnia genera stress e viceversa. “Il problema è che nel caso specifico dello stress, i fattori stressanti sono oggettivamente trasversali, verosimili. Il coronavirus ci riguarda un po’ tutti, cambia la percezione che ognuno di noi ne ha”.

E c’è la paura, legittima e comprensibile. “In questi giorni noi tutti proviamo questo sentimento che è abbastanza generale. La sostanza per eccellenza che produciamo sotto stress dello stress è il cortisolo che si attiva soprattutto nelle situazioni difficili e in molti casi ci aiuta anche ad azionare quelle situazioni adattive che servono a gestire lo stress ma quando non c’è risposta, come adesso che non sappiamo cosa fare, allora lo stress rischia di rimanere continuo. In questo caso la nostra produzione di cortisolo è continua e quindi ci succede di produrla anche nelle prime fasi del sonno notturno: ed ecco l’insonnia”.

Per aiutarci, dobbiamo tornare ai piccoli gesti, quelli che fino a poco tempo avevamo dimenticato. “Sicuramente è utile guardare meno ai notiziari che purtroppo sono un bollettino di guerra, evitare WhatsApp che è diventato un inferno pieno di fake news, così come i social. Come Ordine degli Psicologi invitiamo le persone a staccarsi un po’da questo e a cercare di tenersi stretto quello che oggi ci manca di più, ovvero il confronto con gli altri, per pochi che siano. Condividiamo le emozioni senza timore”.

Poi ci sono le attività quotidiane come la lettura, la musica, l’esercizio fisico. “Ascoltiamo tanta musica che è molto indicata in queste situazioni. Ci sono proprio dei brani specifici che stimolano il rilassamento come la musica classica, ma anche, e perché no, un po’ di rock, come quello dei Pink Floyd”. E se ci troviamo con gli occhi sbarrati nel mezzo della notte, un paio di auricolari ci possono aiutare a liberare il pensiero a ritmo di musica. “La musica può permetterci di perderci e ci rilassa, così come le pratiche di meditazione e respirazione possono aiutarci”.

Per i momenti di maggiore difficoltà non dobbiamo dimenticarci di chiedere aiuto. “Come Ordine degli Psicologi del Lazio in collaborazione con l’Ordine dei medici di Roma abbiamo lanciato l’iniziativa di sostegno a distanza, per le persone più esposte emotivamente in quest’emergenza. Ci sono 4mila psicologi disponibili a fornire colloqui, i primi naturalmente in forma gratuita. L’emergenza psicologica in questo momento è evidente e una chiacchiera aiuta”.

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