Dal Covo Rolling, Magalli ha parlato: «Sanremo sembrava una serata di nuove proposte, mancano i grandi comici» | Rolling Stone Italia
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Dal Covo Rolling, Magalli ha parlato: «Sanremo sembrava una serata di nuove proposte, mancano i grandi comici»

Il conduttore è stato ospite speciale del watch party della prima serata del Festival, tenutosi al quartier generale di Rolling Stone in Riviera. Il giudizio: «Non una serata attesa. Molti nomi in gara erano sconosciuti ai più»

Magalli Sanremo

Magalli al Covo Rolling, a Sanremo

Foto: Mindbox

In diretta dal Covo di Rolling Stone a Sanremo, Giancarlo Magalli non ha fatto sconti a nessuno, quando si è trattato commentare la prima serata del Festival. Secondo il conduttore, non si è trattato di una serata particolarmente attesa: molti dei nomi in gara, ha osservato, risultavano poco familiari al pubblico tradizionale di Rai 1, al punto che, per ascoltare un’artista davvero riconoscibile, si è dovuto aspettare Patty Pravo. L’impressione, ha aggiunto, era quella di un «girone di nuove proposte»: qualità presenti, ma non necessariamente capaci di intercettare il grande pubblico. Una situazione che, a suo avviso, riflette l’assenza di una generazione intermedia di artisti in grado di parlare sia agli spettatori più adulti sia ai più giovani.

Magalli ha poi toccato aspetti tecnici e scenici della trasmissione. Se da un lato ha riconosciuto a Sanremo una tradizionale attenzione all’innovazione, dall’altro ha parlato di un eccesso di luci. Quanto agli ospiti, su Laura Pausini ha detto di averla percepita «un po’ nervosa», sottolineando come un’artista con una carriera internazionale e una reputazione consolidata difficilmente possa accettare un ruolo marginale sul palco. Diversa la lettura della presenza di Can Yaman, rimasto più defilato: secondo Magalli, il pubblico era interessato soprattutto alla sua presenza scenica più che ai suoi interventi.

Tra le assenze, il conduttore ha indicato quella dei «grandi comici». Ha citato Andrea Pucci come esempio di comicità capace di riempire i teatri, giudicando eccessive alcune accuse rivoltegli in passato. Ha ricordato anche l’esperienza di Maurizio Crozza all’Ariston, evocando l’ostilità del pubblico come uno dei rischi per chi porta un’ironia più tagliente sul palco.

Guardando al prosieguo del Festival, Magalli ha osservato che una partenza percepita come debole può essere difficile da ribaltare, perché il clima generale incide molto sulla ricezione. Un equilibrio delicato che, ha ricordato, in passato ha condizionato anche scelte importanti legate alla conduzione del Festival.

Magalli ha infine raccontato la sua esperienza al Covo di Rolling Stone, lo spazio allestito a Sanremo dall’edizione italiana del magazine insieme a Urban Vision Group: «Uno spazio davvero sorprendente: un ambiente costruito ideato apposta da Urban Entertainment, curato nei dettagli, con un impianto audio di grande qualità e luci molto eleganti. Si respira una bella energia, molto viva. Mi sto trovando benissimo”». Magalli, lo rifacciamo?