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Cosa ho imparato guardando Valentina Nappi giocare in streaming

Nel giro di un anno la pornostar ha coltivato una community rispettosa e spontanea sul suo canale Twitch, dove è sempre se stessa e non lascia spazio a comportamenti maschilisti, sessisti o violenti

No, il titolo non è clickbaiting e soprattutto non è il titolo di un video porno della suddetta attrice hard. In questo periodo di quarantena, soprattutto chi svolge un lavoro così carnale, dove la vicinanza tra i protagonisti è vitale per la riuscita del prodotto finale – anche se poi arriva direttamente nelle nostre case tramite i servizi di streaming, tra cui PornHub che ha donato un mese gratuito del proprio servizio Premium – è costretto a stare a casa. Insomma, gli attori non lavorano e la piattaforma mette gratuitamente a disposizione i loro lavori. Che di per sé, al di là di tutto, potrebbe essere un controsenso. Ma non sono qui per fare le pulci al business della pornografia: chissenefrega.

Valentina Nappi, dicevo, ha un canale Twitch, lo sapevate? Io, no. È attivo da poco più di un anno e ha raggiunto 34mila followers. Più di di trentamila persone, praticamente la popolazione della mia città – Corsico, in provincia di Milano – che invece di godersi i suoi video, nelle quali esprime tutta la sua professionalità, la guarda giocare, attonita e disincantata davanti al monitor del suo PC. Il che, per me, è terribilmente affascinante. La community che la segue sembra completamente assorta nella calma serafica di Valentina e – incredibile, quasi commovente – quasi non si osservano commenti a sfondo sessuale, anzi c’è un rispetto così gradevole che quasi ci si dimentica chi sia Valentina Nappi e quale sia la sua professione davanti a una telecamera.

Dalla foto che restituisce la webcam si vedono solo il suo viso, con indosso un paio di cuffione, la poltrona da gamer alle sue spalle e basta. Non importa che sia The Witcher 3 o l’attualissimo Animal Crossing, con un misto di italiano e dialetto napoletano Valentina restituisce con ironia e trasparenza il suo personale commento al proprio pubblico e questa grande dote ha permesso a molti di rompere il muro dei pregiudizi, del perbenismo e del bigottismo che in Italia regna spesso sovrano, considerandola per quello che è, ossia una ragazza, una donna, che è appassionata di videogiochi, diretta, spontanea, che parte della sua quotidianità su Steam o su qualsiasi altra piattaforma videoludica. Ed è un messaggio forte visto che le donne del porno subiscono atteggiamenti maschilisti, deplorevoli e condannabili da sempre e il mondo dei videogiochi è anch’esso pregno di atteggiamenti sessisti.

Tutto questo mi ha portato a una riflessione. Il mondo sta cambiando e continuerà a farlo anche per via del coronavirus che si è sparso senza che ce ne accorgessimo in tutto il pianeta e ci sta costringendo a un distanziamento sociale che preclude ogni tipo di attività fisica, concreta, palpabile, materiale, ma quando tutto questo sarà finito, quando potremo uscire ancora dalle nostre case, di questo sacrificio della lontananza da noi stessi, dalla nostra capacità di fare gruppo, di fare socialità ce ne ricorderemo e avremo timore di tornare al bar, al ristorante, ai concerti, al cinema, al teatro, allo stadio, in discoteca e avremo timore di conoscere nuove persone, di avere nuove relazioni, nuovi rapporti, di tornare come prima, memori di quello che sta succedendo oggi. E allora quindi sarà quello il momento in cui, forse, dovremo riconsiderare tutti – dalla Chiesa alle tradizioni familiari spesso al centro del dibattito sociale – il sesso e i videogiochi. E chissà che questi due grandi temi che Valentina Nappi (e Mia Khalifa prima di lei) sta unendo, non debbano farlo per permetterci un futuro fatto di sessualità virtuale. Ammesso che la rete wi-fi regga e non se ne vada sul più bello.

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