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Con ‘Nuove strade’ Gaia, Madame, Rkomi, Ernia e Samurai Jay raccontano l’Italia che verrà

Per festeggiare i 50 anni di Qualità Rossa, Lavazza ha riunito i giovani più interessanti del panorama musicale italiana per farsi raccontare la loro Italia

Bisogna avere una certa forza di volontà per riuscire a immaginare un futuro oltre il pandemonio di questo momento storico. Bisogna affidarsi a quella incoscienza testarda e onesta della giovinezza, quella follia buona che dà vigore e vivacità quando la società si deprime.

È proprio di questa linfa che si nutre Nuove Strade, il brano che nasce dalla collaborazione tra enfants terribles della musica italiana, Gaia, Madame, Rkomi, Ernia e Samurai Jay, su produzione di Andry The Hitmaker. Il pezzo è uno spaccato sul quotidiano di questi ragazzi, tra incertezze e speranze, promosso e ideato da Lavazza Qualità Rossa per festeggiare i suoi primi cinquant’anni; una dichiarazione d’amore per l’Italia. E noi questa futurabilità la leggiamo nelle parole di Madame, quando il mondo sarà un posto migliore, ci ringrazieranno.

“Abbiamo scritto questo brano in piena quarantena”, ci racconta al telefono Gaia, la cui voce è il fil rouge del brano, “mandando le nostri parti ad Andry The Hitmaker, il produttore, senza sapere cosa avevamo preparato gli altri. Solo la mia ultima strofa è stata scritta quando tutte le altre erano già state registrate e ordinate, in modo da f brano”. Nuove Strade è il lavoro di un team di giovani talenti che ci accompagnano alla scoperta di spaccati inediti del nostro Paese, uno scambio di racconti davanti ad un caffè, continuando il lavoro di promozione culturale che è parte della storia di Lavazza Qualità Rossa. “È stato strano scrivere così distanti perché io, come molti credo, sono una di quelle artiste che preferiscono lavorare a contatto con gli altri, in studio, scambiando e condividendo una stessa energia. La difficoltà durante il lockdown è stata riuscire a ritrovare quella coesione a distanza. Siamo tutte persone che amano dire la propria tramite la musica, con sincerità. Ognuno di noi ha un suo stile preciso e per questo abbiamo portato sul tavolo dei pezzettini davvero diversi e personali. Così, senza troppo denominatori comuni, abbiamo scritto uniti da un tema portante e ognuno è riuscito a raccontare la propria finestra sull’Italia”.

A sorprendere del brano è la capacità di raccontare il nostro paese attraverso una lente positiva e propositiva, a dimostrazione di come questa nuova generazione di ventenni si sia finalmente scrollata di dosso la negatività di fine millennio, preferendo una maggiore consapevolezza e una più ampia conoscenza delle proprie possibilità e specialità. Non è un caso che questa stessa generazione, dopo decenni difficili per gli artisti emergenti, sia riuscita ad affermarsi con veemenza nell’immaginario musicale nazionale. “Credo che la nostra sia una nuova visione dell’Italia, intesa come cultura, territori, bellezza, persone. È un’Italia non delimitata dai confini. La mia generazione è aperta e inclusiva. Certo, ci sono ancora tante cose da cambiare in questo paese, ma credo che l’Italia abbia un grandissimo potenziale. Dobbiamo solamente essere più consapevoli dell’altro e di noi, con amore”.

Nuove Strade è credere nel cambiamento, nell’evoluzione sociale e civile partendo, perché no, anche solo da una canzone alla volta. “Io sono molto propositiva, so che non tutti la pensano come me, ma credo che ci stiamo muovendo verso un mondo sempre più inclusivo. L’essere umano ha la capacità di essere inclusivo e aperto, di provare empatia e amore verso l’altro. Il senso di dovere per un mondo migliore sarà sempre più presente in questa società”.

Amore, empatia, inclusività. Chiamala se vuoi utopia, ma oggi è più che mai necessario credere che questi concetti possano entrare nel vocabolario emotivo della nostra società perché, infondo, è l’unica speranza che ci rimane per un futuro migliore. Da qui possiamo ripartire.