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Con Breakthrough Amazon Music è dalla parte dei nuovi artisti

Claudym, Mattak e VV sono i giovani musicisti scelti da Amazon Music come Breakthrough artists italiani per il 2022. Freschi, talentuosi, energetici, hanno una voglia matta di emergere e far ascoltare a tutti la propria musica. Questa è la loro occasione

Non è certo una cosa semplice essere un’artista emergente. Bisogna trovare in fretta la propria strada, il proprio suono, la propria identità e anche quando questo avviene bisogna poi circondarsi delle persone giuste, costruirsi un team solido e cercare di afferrare tutte le occasioni che passano sotto mano.

Per alcuni, questa occasione si chiama Breakthrough, il progetto di Amazon Music che si impegna attivamente a supportare giovani artisti della scena musicale italiana. Un supporto sostanzioso in cui il team di Amazon Music customizza, per ogni artista selezionato, un differente progetto a lungo termine a tu per tu con il team e l’artista stesso.

Per la campagna Breakthrough 2022, Amazon Music ha selezionato tre artisti italiani, Claudym, Mattak, VV, che sosterrà durante l’anno con editoriali, livestream, Amazon Originals, marketing e pr. I tre progetti inoltre si sono esibiti in esclusive performance live organizzate da Amazon Music che verranno riprese, insieme ad interviste e backstage, in un documentario in uscita.

Claudym ha da poco pubblicato Un-popular, un EP di sei pezzi in cui gioca con le regole della musica pop. Mattak è un rapper della svizzera italiana che vanta prestigiose collaborazioni con Clementino, Gemitaiz e Murubutu. VV ha esordito con Ami Pensi Sogni Segni, un album che sa di pop e gamification. Con i loro lavori hanno colpito Amazon Music che li ha scelti come Breakthrough artist per il 2022.

CLAUDYM

Tu hai iniziato a cantare in inglese, poi sei passata all’italiano. Come mai hai deciso per questo cambiamento e quanto è difficile, all’inizio, trovare il proprio suono?
Ho iniziato a scrivere in italiano per sfida personale: nella musica italiana infatti c’é una maggiore attenzione alla parola rispetto al mondo anglosassone, dal quale arrivano tutti i miei ascolti. Volevo scoprire se il fatto di scrivere in inglese fosse dettato dai miei riferimenti, da un voler nascondere il significato dei miei testi o una difficoltà nella scrittura. Alla fine approcciarmi all’italiano é stato faticoso (e a volte lo é tutt’ora perché sono ancora legata alla musicalità delle parole inglesi) ma molto liberatorio e stimolante. Mi diverte cercare di ottenere un suono internazionale comunicando nella mia lingua, che non sempre si adatta a certi tipi di metrica.

Come hai trovato il suono e l’estetica per il tuo progetto?
La cosa che mi piace di Un-popular, il mio ultimo EP, è che ha un suo suono contaminato da generi diversi. Il concept dell’EP era proprio “l’impopolarità” e lo abbiamo seguito nelle scelte fatte in studio, molto libere e poco convenzionali. A me piace pensare che il suono sia dato dalle linee melodiche, le parole che uso, l’approccio musicale e il timbro vocale. É importante essere riconoscibili e coerenti, ma vorrei sempre aggiungere qualcosa di nuovo in studio, per questo sperimento molto incrociando sound differenti. La costante dei brani e dell’estetica di Un-popular però rimane il mondo alternative, e ciò è dovuto ai miei riferimenti musicali legati agli anni ’90-2000.

Quanto è importante avere dei modelli di riferimento, artisti e artiste a cui guardare mentre si cerca di costruire la propria carriera? Quali sono stati e quali sono i tuoi?
È uno stimolo a fare di meglio, perché penso che la scelta di un riferimento piuttosto che un altro sia data da un ritrovare se stessi. Gli artisti che seguo sono quelli che sento che mi rappresentano e nei quali percepisco la mia idea musicale espressa al meglio: mi spronano a cercare la mia via. Ma ad una certa ci si deve distaccare. La direzione elettronica del mio progetto non mi aveva fatto venire in mente che gli artisti che più mi hanno formata sono quelli della scuola britpop degli anni ’90-2000. In particolare Parachutes dei Coldplay é un album che ho assorbito da piccolissima e che mi ha portata a ricercare sempre una sorta di malinconia nelle linee melodiche. Sono quindi voluta tornare ad un sound un po’ più suonato, che facesse riferimento a quei gruppi che ascoltavo da piccola.

Di cosa ha bisogno un’artista emergente per crescere?
Di fiducia, delle giuste persone con cui lavorare e della voglia di non accontentarsi. Amo stare in studio e scrivere ma, per me, è anche molto stressante. In studio mi domando se l’idea che ho avuto in un determinato momento sia al mio massimo potenziale, o se magari posso fare di meglio. É faticoso ma é la cosa che mi fa sempre dare il 100% e mi permette di migliorarmi. Fare meglio di ieri ma peggio di domani.

E qual è la cosa più difficile per un artista emergente?
Proprio quello: ottenere fiducia e trovare le giuste persone nel team. In questa fase é molto complicato trovare i professionisti che ti accompagnano nel progetto, si devono fare davvero tanti sacrifici, spesso senza risultati; ci vuole entusiasmo, e quando uno è disposto a fare tutto ciò significa che ci sta credendo veramente.

Amazon Music ti ha scelto come Breakthrough artist italiano per il 2022. Qual è stato il momento migliore dell’esperienza fino ad adesso o quale ti ha divertito / ispirato di più? Cosa significa per te e che importanza ha questa collaborazione?
La cosa per me più bella è stata condividere certi momenti con i miei musicisti, il mio team e gli altri artisti (VV e Mattak). Sono quelle esperienze che ti fanno sentire parte di qualcosa, in questo caso un progetto grande e ben strutturato, il primo per me, quindi sicuramente emozionante. É stato un tassello importante nella mia crescita musicale: quell’opportunità che quando arriva è un po’ una gratificazione per ciò che hai fatto fino a quel momento.

MATTAK

Per un rapper, è importante riuscire subito a mettersi in mostra con un flow particolare e personale e delle rime forti. Ma per crearsi un proprio stile serve esperienza. Come ti sei formato come rapper?
La prima cosa che mi ha stregato del rap sono state le metriche e gli incastri delle rime. Quando ho iniziato volevo diventare il più abile con le rime. Crescendo ho dato invece spazio al messaggio, volevo comunicare qualcosa oltre la tecnica. Ciò che rende un rapper veramente abile è il connubio tra tecnica e contenuto. Se riesci a comunicare qualcosa di personale con della gran tecnica, il risultato è davvero soddisfacente, sia dalla parte di chi scrive che da quella di chi ascolta. Oggi posso dire di aver raggiunto una buona maturità della mia impronta artistica e sono sempre al lavoro per migliorarmi ogni volta di più.

Come hai trovato il suono e l’estetica per il tuo progetto?
Ho sentito il profondo bisogno di fare il mio primo album ufficiale con uno stampo old school. Vengo da quel mondo e volevo che il mio primo progetto raccontasse cos’ho imparato musicalmente in questi anni e che mostrasse cosa sapessi fare. Il concept dell’album è ispirato invece al quadro di René Magritte, La Reproduction Interdite , che mi ha sempre comunicato uno smarrimento interno molto profondo, come di fatto mi sono sentito io per molti anni. Rappresenta la depersonalizzazione, il non riconoscere neanche il proprio volto allo specchio, il sentirsi rotti dentro.

Quanto è importante avere dei modelli di riferimento, artisti e artiste a cui guardare mentre si cerca di costruire la propria carriera? Quali sono stati e quali sono i tuoi?
Credo che più assorbi musica di diversi artisti e generi, più capisci chi vuoi diventare. Io sono una spugna: ho assorbito tanti stili di rap, ma anche influenze di altri tipi (per esempio jazz e swing), con cui ho impreziosito sempre di più la mia personalità musicale. È fondamentale capire la differenza tra copiare qualcuno e attingere da uno stile, trovarne degli spunti per poi elaborarli e farli propri. Lotto sempre per essere il più originale possibile perché affinché la mia identità artistica sia diversa da quella degli altri. Tra le mie influenze più grandi, del passato e attuali, posso citarvi: Eminem, Nekfeu, Mac Miller, Freeze Corleone, Tyler The Creator, Earl Sweatshirt, Caballero e JID.

Di cosa ha bisogno un artista emergente per crescere?
Darsi il tempo di trovare la propria strada senza forzarla e senza cercare di convincere gli altri di quanto si è bravi, ma di convincere piuttosto sé stessi. Una volta che ci credi tu, del parere degli altri ti frega ben poco. Rimanere fedele a quello che sei è la chiave vincente per la tua musica. Finché copi gli altri non avrai nulla di nuovo da far sentire e la gente si scorderà subito di te. Se si è in armonia con quello che si vuole fare, il successo che si merita arriva quando meno te lo aspetti.

E qual è la cosa più difficile per un artista emergente?
Credo che la cosa più difficile per un emergente non sia tanto emergere, quanto capire che emergere non dovrebbe essere la sua prima priorità, perché così facendo la musica passerebbe automaticamente in secondo piano.

Amazon Music ti ha scelto come Breakthrough artist italiano per il 2022. Qual è stato il momento migliore dell’esperienza fino ad adesso o quale ti ha divertito / ispirato di più? Cosa significa per te e che importanza ha questa collaborazione?
Mi fa sentire valorizzato e mi dà un’ulteriore carica per fare musica. Sono grato di quest’occasione perché mi dà la possibilità di veicolare al meglio quello che faccio. Una delle esperienze più emozionanti è stato il Breakthrough festival perché un’esibizione di quel tipo non mi era mai capitato di viverla. Ricordo che scherzando tra me e me, mentre guardavo tutti quei collaboratori Amazon che allestivano lo spazio in cui mi sarei esibito, mi dicevo: «cazzo Matti, come quelli veri».

VV

Agli inizi della tua carriera c’è stato un talent. Cosa ti ha insegnato quell’esperienza?
È successo un po’ per caso, ma non è stato qualcosa che mi ha indirizzato a livello artistico. Però mi ha fatto capire cosa non voglio fare: non voglio fare cover e non voglio perdere il controllo artistico dei miei brani.

Come hai trovato il suono e l’estetica per il tuo progetto?
È un bel lavoro perché non si arriva mai a capire davvero chi sei o cosa sei. Più fai cose, più scrivi, più pubblichi, più live, meglio capisci la tua direzione. Bisogna fare ricerca.

Quanto è importante avere dei modelli di riferimento, artisti e artiste a cui guardare mentre si
cerca di costruire la propria carriera? Quali sono stati e quali sono i tuoi?

Ho dei capisaldi che mi porto dietro da sempre: penso ai Beatles. Ma anche musica indie estera, magari quelle con sonorità più funky. Non mi do limite. È bello prendere e assorbire per poi lasciare uscire. Non ho paura di cambiare e penso si veda dal mio percorso.

Di cosa ha bisogno un’artista emergente per crescere?
Penso che le persone possano crescere con l’esperienza. È importante fare, la linfa vitale è lì. A me piace sbirciare nelle carriere dei grandi artisti, tipo Lucio Dalla, e vedere che hanno fatto loro ad inizio carriera, nei loro esordi. Mi dà ispirazione.

E qual è la cosa più difficile per un artista emergente?
Ricavarsi lo spazio per fare. C’è tantissima proposta, tantissima musica in giro ed è difficile farsi notare. Soprattutto se si fa qualcosa che non è facile da incasellare in certi generi o in una certa scena. È difficile trovare le occasioni giuste.

Amazon Music ti ha scelto come Breakthrough artist italiano per il 2022. Qual è stato il momento migliore dell’esperienza fino ad adesso o quale ti ha divertito / ispirato di più? Cosa significa per te e che importanza ha questa collaborazione?
Amazon Music ha ritagliato uno spazio e dato una visibilità al mio progetto è questo per me è vitale. Ed è stato molto bello che questo concept sia stato sviluppato per un’esibizione live. Il live è il momento più importante di un’artista, e dove tutto torna. Io son timida, faccio fatica ad aprirmi, e la musica per me è lo spazio dove voglio comunicare.

Tre giovani artisti di cui sicuramente sentiremo parlare in futuro. Questo è Breakthrough, una cantera di giovani talenti su cui Amazon Music investe forze e energie affinché ricevano il meritato riconoscimento pubblico. Il know-how di Amazon Music e il talento e la freschezza degli artisti emergenti: questo è Breakthrough.