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5 consigli per fare un cunnilingus perfetto

Il porno mainstream e l’assenza di educazione sessuale hanno trasformato il cunnilingus in una pratica sbrigativa e dozzinale. Dal linguaggio del corpo ai suggerimenti di Kylie Minogue, ecco come rimediare

Foto via Unsplash

A volte, quando mi ritrovo a parlare online di come il porno mainstream abbia sopperito suo malgrado alla quasi totale assenza di educazione sessuale in Italia, c’è chi mi risponde: “Sì, ma il porno mica mi deve educare, mi deve fare eccitare”. In parte è così, peccato che il porno commerciale sia stato per molti un modello da emulare, con difficoltà a discernere la finzione dalla realtà.

Chi più chi meno, abbiamo assorbito modelli di sessualità inarrivabili e scollati dal reale. Questo impatta anche su una pratica sessuale come quella del cunnilingus che io nei porno mainstream ho sempre visto trattata in maniera approssimativa, standardizzata e sbrigativa. Si leccano vulve come se si stessero pennellando le persiane di casa, zero coinvolgimento, con donne che, nonostante tutto, mugolano di piacere come se stessero ricevendo il miglior sesso orale della loro vita. 

Come se non bastasse, il cunnilingus è inficiato anche spesso da una scarsa conoscenza dei genitali femminili sia da parte di alcuni uomini che di alcune donne. Tipo il clitoride (o “la”, come dir si voglia), questo sconosciuto!

Non per nulla si parla ancora di “oral sex gap” per cui, soprattutto negli incontri occasionali, è molto più comune che un uomo riceva una fellatio da una donna, che non viceversa. Anche questo tra l’altro influisce sull’“orgasm gap”, ossia il fatto che in media le donne raggiungano meno orgasmi degli uomini nei rapporti (secondo uno studio del 2016 sono il 95% degli uomini a raggiungere l’orgasmo in un rapporto, contro il 65% delle donne).

Per fortuna il porno non è tutto uguale. Ad esempio c’è il porno della regista indipendente Erika Lust che si avventura anche in video come quello che ho visto di recente, Tips and Tricks for Lickin’ Clits: un video porno con doppia funzione, da un lato essere un “how to” su come fare un cunnilingus ad arte, dall’altro un porno a tutti gli effetti e dunque eccitante.

Come commenta Erika Lust sul sito Xconfessions: “Il sesso orale su una vulva non dev’essere complicato. Sedetevi, prendete nota e fate pratica. Questa è l’educazione sessuale che avremmo dovuto ricevere!”.

Siamo in un periodo particolare dovuto al lockdown per il COVID19 in cui il sesso sicuro è solo quello tra coppie conviventi, dunque questi consigli adesso possono valere principalmente per loro, mentre per chi è single o ha il partner distante, queste indicazioni possono sempre tornare utili in futuro.

1Scream & Shout, all eyes on us!

Quando ero alle mie prime esperienze, concepivo il sesso solo al buio, poiché mi provocava imbarazzo mostrarmi. Poi un bel giorno vidi letteralmente la luce e mi resi conto della differenza.
 Un po’ di illuminazione è importante anche perché ci si può guardare negli occhi, e questo è un elemento che può svoltarvi totalmente il sesso orale (sia maschile che femminile) in quanto anche la posizione permette a chi lo pratica di alzare gli occhi verso chi lo sta ricevendo. 
Da uno sguardo di quel tipo a un urlo di piacere è un attimo.

2Il clitoride è importante, ma non è tutto

Il clitoride per diverse donne è fondamentale per raggiungere l’orgasmo (e non a torto, dato che è l’organo deputato al piacere), ma non tutte le donne vogliono essere stimolate lì e non tutte allo stesso modo: il glande del clitoride (ossia la piccola parte che vediamo sporgere) è pieno di terminazioni nervose e dunque ipersensibile, per questo ad alcune donne potrebbe dare molto fastidio anche solo essere sfiorate lì. Quindi, maneggiare con cura, please. Ma non esiste solo il clitoride! La vulva è fatta anche da grandi e piccole labbra, che come viene spiegato nel video della Lust possono essere stuzzicate giocandoci attorno con lingua e labbra. Il teasing è importante, come nel burlesque. Le lunghe perifrasi prima di arrivare al punto possono essere le benvenute.

3Body language

“Read my body language”, cantava Kylie Minogue in Slow, un testo (e un videoclip) che non a caso sprigiona grande energia sessuale.
 Alcune donne amano una stimolazione diretta con dita, lingua o un sex toy, altre preferiscono tocchi più gentili, altre ancora non amano assolutamente essere toccate in certi punti. Se ci pensiamo, non è molto diverso dalla fellatio: anche a chi possiede un pene il sesso orale non piacerà allo stesso modo che ad altri.
 Rimane fondamentale quindi drizzare tutti i sensi per carpire i segnali lanciati dal corpo femminile durante un cunnilingus; mentre alle donne che lo ricevono mi sento di dire: non abbiate timore di essere “comunicative”, alla lettura del pensiero ancora non ci siamo arrivati purtroppo!

4Usa la lingua anche per parlare

Ça va sans dire: la comunicazione è quell’elemento che può dare un mega boost a un rapporto sessuale. Parlare sia all’inizio che durante per fare dei check è fondamentale perché spesso la lettura del linguaggio del corpo non basta in quanto può essere fraintesa. Chiedere e dare le “direzioni” non è una cattiva idea, anzi!
 Non solo, parlare durante il sesso può avere anche l’interessante risvolto del “dirty talk” ovvero usare le parole e la voce proprio per far aumentare l’eccitazione. Il rapporto sessuale crea una dimensione tutta propria dove potreste ritrovarvi a dire cose o farvi dire cose che non avreste mai osato pensare, e prenderci gusto.

5Come giocare a Uno: aggiungi le dita con un +2!

Anche se la penetrazione non è tutto, ci possono essere delle combinazioni interessanti nel cunnilingus.
In primis, le dita: aggiungerle nella stimolazione può essere una combo esplosiva. Potete provare anche a usare guanti in nitrile usa e getta per evitare il fastidio delle unghie e per un fattore igienico e di salute.
 Poi, esistono tantissimi sex toy come dildo realistici o curvi per raggiungere il famoso “punto g” (azione che con le dita può essere simulata curvandole e mimando l’ormai famoso gesto del “vieni qui”), a seconda delle preferenze.

Come in una ricetta: sapere quanto è quel “quanto basta” nell’aggiungere i vari ingredienti che abbiamo elencato è importante. Se avete dubbi, vi invito a tornare al punto 4 sulla comunicazione, senza passare dal via. Buona pratica!

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