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Una settimana da italiano irrazionale

Secondo il Censis, una porzione minoritaria (ma rumorosa) di italiani crede che il Covid non esista, che la Terra sia piatta e che sia in atto una grande "sostituzione etnica". Ecco perché abbiamo deciso di esporci per una settimana alla dieta mediatica del complottista ideal-tipico nostrano: quanto è profonda la tana del Bianconiglio?

Siamo reduci da un biennio grottesco, scandito da isolamento sociale, aumento del reciproco sospetto, fragilità e precarietà di ogni tipo (economica, psicologica, relazionale e chi più ne ha più ne metta). Inutile dire che ne siamo usciti più poveri, più disuniti, più sfiduciati e, con ogni probabilità, anche un po’ più sprovveduti di prima, incapaci di comprendere a pieno e “digerire” la grossa mole di informazioni – certificate e non – che ci inonda quotidianamente.

A confermarlo anche le recenti rilevazioni del Censis, che nel suo rapporto La società irrazionale ha fotografato una situazione, come dire, un pelino preoccupante: secondo uno degli istituti di ricerca più autorevoli del nostro Paese, il sonno della ragione ha attecchito il dibattito pubblico in maniera endemica e non smette di generare mostri. 

Solo per citare alcune statistiche, per il 5,9% degli italiani il Covid non esiste, mentre il 10,9% sostiene che i vaccini siano inutili e inefficaci. E ancora: il 19,9% delle persone che potreste incontrare al bar, in palestra o in fila per pagare la spesa considera il 5G uno strumento molto sofisticato per controllare le menti delle persone, il 5,8% che la Terra sia piatta (una delle percentuali più spaventose in assoluto: equivale a dire che una persona su venti è un’aperta contestatrice di Galileo), il 10% è convinto che l’uomo non sia mai sbarcato sulla Luna, il 39,9% crede che sia in atto una “grande sostituzione etnica”.

Insomma, l’irrazionale ha permeato ogni ambito del tessuto sociale, come un’infezione da vermi sotto-pelle: ha fatto breccia a scuola, nei movimenti di protesta che infiammano le piazze, nel pensiero medio e, in definitiva, nella quotidianità di ognuno di noi; e, visto che la tana del Bianconiglio ha ormai raggiunto profondità sconsiderate, ho deciso di fare un piccolo esperimento, ricalcando un articolo pubblicato su Rolling Stone qualche anno fa: ho scelto di sottopormi per un’intera settimana alla dieta mediatica dell’italiano confuso, sperduto nel labirinto della disinformazione e dilaniato dalle false credenze tratteggiato dal rapporto del Censis.

Per la selezione delle fonti da consultare di giorno in giorno ho scelto di rifarmi alla lista stilata da NewsGuard, che dall’inizio della pandemia ad oggi ha identificato 546 siti web che hanno pubblicato notizie tendenziose o false sulla pandemia e sui vaccini negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Francia, Germania e Italia. Com’è facile intuire, purtroppo il campione nostrano è abbastanza consistente: il nostro Paese è presente in graduatoria con ben 51 portali. Inoltre, per impostare un feed il più possibile variegato, mi sono servito della black-list redatta da Bufale.net, uno dei portali di debunking più famosi in Italia. I nomi delle testate in questione potete intuirli da soli: noi abbiamo scelto di non nominarli apertamente, un po’ per non dare visibilità a un certo tipo d’informazione, un po’ per evitare querelle o spettacolarizzazioni di cui non sente il bisogno nessuno. Che dire: a questo punto ingoiamo la pillola rossa e andiamo a visitarla, questa tana del Bianconiglio.

Lunedì – Campionati mondiali di dietrologia

Appena svegliato, accendo il computer per sintonizzarmi su uno dei portali più visitati tra quelli menzionati da NewsGuard, con ogni probabilità quello più famoso in assoluto. Dal telegiornale del lunedì mattina passerà buona parte della soddisfazione del mio fabbisogno informativo giornaliero: è la mia porta d’ingresso all’informazione settimanale, la prima finestra che ho a disposizione per provare a comprendere che cosa sta succedendo nel mondo.

I primi minuti sono meglio di quanto mi aspettassi: il tg inizia con un servizio che – anche giustamente – mette nel mirino alcuni errori compiuti dalla regione Piemonte, rea di avere iniziato a somministrare la quarta dose del vaccino contro il coronavirus alle persone immunodepresse a causa di una cattiva interpretazione di una circolare del ministero della Salute (per la verità, una circolare scritta non benissimo) e costretta dal governo a tornare sui suoi passi. «Bene», mi dico, contrariamente a ogni aspettativa la mia settimana da italiano irrazionale è iniziata meglio del previsto: un approfondimento interessante, sensato, corretto, che rende un buon servizio al cittadino. E invece no: dopo pochi secondi, il servizio si trasforma in una sorta di campionato mondiale di dietrologia. Cominciano a fare capolino riferimenti grotteschi e del tutto gratuiti alla “dittatura sanitaria” e rimandi alla triste vicenda di Camilla Canepa, la 18enne di Sestri Levante morta il 10 giugno dopo essere stata vaccinata con AstraZeneca durante un open day organizzato dalla regione Liguria, diventata suo malgrado la martire del fronte No Vax italiano. Si tratta del più classico degli esempi di cherry picking, una strategia retorica che ignora consapevolmente tutte le prove che potrebbero confutare una tesi (ad esempio, il numero di persone che i vaccini anti-covid hanno salvato o la percentuale largamente minoritaria dei decessi legati alle vaccinazioni), evidenziando solo quelle a suo favore. Dopo aver visto un tg del genere, incattivirsi verso il governo e le persone che ci circondano è l’unico esito possibile.

Martedì – Una Chiara Ferragni per ogni stagione

Per evitare di radicalizzarmi ulteriormente, decido di mettere da parte per un po’ il mio bisogno di informazione su temi politici e di passare a questioni decisamente più leggere, come il benessere e il lifestyle. Estraggo a sorte un portale dalla lista di NewsGuard, lo apro e, con mia grande sorpresa, scopro che ha un’intera sezione dedicata a Chiara Ferragni. I titoli sono abbastanza eloquenti: Francesca Ferragni incinta, svela il sesso del bebè. Immediata la dolce reazione di Chiara, “Ma quello è lui”. Chiara Ferragni, lo scatto in intimo e nello specchio tutti lo notano, “Qualcuno avverta Chiara…”. Crisi Ferragnez, sulla coppia spunta la voce clamorosa e pesantissima. Leggo tutti i pezzi, provando a fare pace con il fatto che, evidentemente, esiste una fetta di mercato per questo genere di notizie (la pagina Facebook della testata in questione ha quasi 4 milioni di iscritti). All’improvviso mi risuona nel cervello una citazione parecchio inflazionata ma, drammaticamente, sempre attuale: «Il peggior conservatorismo che però si tinge di simpatia, di colore, di paillettes. In una parola: Platinette. Perché Platinette ci assolve da tutti i nostri mali, dalle nostre malefatte. Sono cattolico, ma sono giovane e vitale perché mi divertono le minchiate il sabato sera. È vero o no? Ci fa sentire la coscienza a posto Platinette. Questa è l’Italia del futuro: un paese di musichette mentre fuori c’è la morte».

Mercoledì – Immigrati parassiti del Welfare

Al terzo giorno ho di nuovo necessità di tornare a leggere cose di politica. Questa volta, pesco dal mazzo della black list di bufale.net e, rovistando nel torbido, mi ritrovo a navigare in uno dei siti più conservatoristi e xenofobi d’Italia. Ad esempio, leggo che «Non mancano le bufale che il team dell’Ong, a colpi di Twitter, diffonde. Alcuni extracomunitari raccontano di “aver rischiato la vita per fuggire dalla Libia”. Ci prendono per dementi: non siete libici che fuggono dalla Libia, siete nigeriani e pakistani che andate in Libia per imbarcarvi a pagamento, clandestini e parassiti del nostro welfare». Tralasciando per un secondo l’italiano discutibile, decido che può bastare: per oggi la mia quota di schifo l’ho inoculata a dovere, direi.

Giovedì – Extraterrestri contro il deep state

Il giovedì ha subito uno sprint di un certo livello: prendo visione di un paper di tale Michael Salla, teorico della “Esopolitica”. Ne so troppo poco, così decido di appaltare la risoluzione dell’enigma a Wikipedia, la quale mi informa che si tratta di una branca dell’ufologia che «postula l’ingerenza occulta degli extraterrestri sugli eventi della politica mondiale, al fine di controllarla e manipolarla». Il documento è focalizzato sulla cosiddetta “Alleanza della Terra”, ossia (leggo) «una libera associazione di White Hat militari e politici dei principali Paesi che hanno combattuto lo Stato profondo per la portata e il ritmo del rilascio di tecnologie avanzate utilizzate nei programmi spaziali segreti per rivelare alla fine la verità sulla vita extraterrestre». Secondo gli studi di Salle, i principali leader politici dell’Alleanza terrestre sarebbero l’ex presidente americano Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping e Narendra Modi. Secondo Salle, i 4 sarebbero coadiuvati da una congrega di extraterrestri, la ”Federazione Galattica”, che lavorerebbe nell’ombra per abbattere il Deep State – la fantomatica cabina di comando occulta dei “potenti della Terra”, un tormentone ricorrente di tante teorie del complotto; come se i 3 attuali presidenti di Cina, Russia e India e uno degli imprenditori e palazzinari più influenti degli Stati Uniti, nonché ex presidente in cerca di riscatto elettorale, fossero invece delle complete nullità prive di qualsivoglia potenziale d’azione – e difendere lo sviluppo della “coscienza umana”. Immaginare che, verosimilmente, per i frequentatori di questi spazi, questa fuffa possa assurgere a dogma mi spaventa per qualche istante; poi però penso che manca ancora un giorno, che devo resistere e mantenere la barra dritta, perché il meglio deve ancora venire.

Venerdì – Sdoganare i travestiti

E così è stato: nella dieta mediatica non poteva mancare un pizzico di odio per chi, legittimamente, vuole vivere la propria vita nella massima libertà. Secondo uno dei siti menzionati da NewsGuard, la partecipazione di Drusilla Foer a Sanremo avrebbe, infatti, “sdoganato i travestiti”, e a questo punto «Non siamo molto lontani a quando faranno lo stesso con la pedofilia. Per questo preferiamo che i carri armati di Putin superino il Dniepr: questo regime transumano deve cadere». In breve, si tratta della versione post-moderna, verbosa, reazionaria e ancora più bacchettona di «Oddio, i travestiti, dove andremo a finire, signora mia?».

Dopo una settimana del genere, tra alieni, echi di Medioevo, immigrati trattati come carne da macello e il feticcio di Chiara Ferragni, la conclusione è solo una: esiste un sottobosco minoritario ma rumoroso che le nostre bolle ignorano completamente ma che, forse, dovremmo trattare con maggiore attenzione e con un pizzico di timore.

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