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Un deputato della Lega ha dato della “terrorista” a Silvia Romano in Parlamento

La buona notizia è che non è riuscito a finire la frase perché è stato sommerso dalle proteste, e che si è dovuto difendere dicendo "sto citando 'Repubblica'"

Sono passati tre giorni dal ritorno in Italia di Silvia Romano e oggi la questione sembra aver raggiunto il suo punto più basso. Dopo la scia di polemiche per la sua conversione e le fake news diffamatorie che hanno riempito i social e le prime pagine di alcuni giornali (“ha sposato i rapitori”, “è incinta”) eccoci arrivati a un deputato della Repubblica che le dà della “terrorista” in Parlamento. 

Anzi, della “neo-terrorista”. E il deputato in questione è Alessandro Pagano, della Lega, che stamattina alla Camera ha fatto un piccolo show facendo insorgere i banchi del PD e beccandosi un richiamo dalla presidente di turno Mara Carfagna. Parlando dei divieti di celebrare funzioni religiose durante la prima fase del lockdown, Pagano ha detto che nel governo c’è “una volontà antireligiosa fortissima” citando il caso di un poliziotto al cui funerale c’erano solo 15 persone e nessuna autorità dello Stato. “Poi però quando è arrivata la neo terrorista, perché sappiamo che Shabaab questo è e questo finanzia”, ha aggiunto. E non ha finito la frase perché, appunto, è stato sommerso di proteste che l’hanno costretto a balbettare dei tentativi di spiegazione: “sto citando Repubblica“.

La risposta più sensata a questo piccolo cinema è venuta dal deputato PD Emanuele Fiano, che ha detto chiaro e tondo che “è inaccettabile calunniare una ragazza che per 18 mesi è stata prigioniera dei terroristi”.