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Un 30enne del Texas sarebbe morto dopo essere andato a un “Covid party”

Ovvero a una festa a cui avrebbe partecipato un infetto, organizzata da complottisti che credono che la pandemia sia una bufala

Medici in un ospedale a Houston, Texas. Go Nakamura/Getty Images

Come riporta il New York Times, un 30enne del Texas è morto di COVID-19 dopo aver contratto il coronavirus a un “Covid party”, ossia una festa con la partecipazione di una persona infetta, organizzata da un gruppo di scettici convinti che la pandemia sia una bufala per vedere se si sarebbero ammalati.

La storia è stata divulgata alla stampa dalla dottoressa Jane Appleby, portavoce del Methodist Hospital di San Antonio dove l’uomo – di cui non sono stati divulgati i dati personali – è deceduto. Appleby non ha detto quando si sarebbe svolta la festa in questione, quante persone vi abbiano partecipato o quanto tempo sia passato tra la festa e l’arrivo della vittima in ospedale. Ma a confermare la versione sarebbe stata la stessa vittima, che poco dopo il ricovero avrebbe detto a un’infermeria di aver partecipato a una festa del genere, dicendo di essersi pentito e di essere adesso convinto che l’emergenza coronavirus sia reale.

Tuttavia, dato che a confermare la storia c’è soltanto una testimonianza indiretta, è difficile confermare l’esistenza e la diffusione del fenomeno dei “Covid party”. Lo scorso maggio le autorità sanitarie dello Stato di Washington avevano affermato di avere le prove che almeno due casi di coronavirus fossero collegati a uno o più “Covid party”, ma si erano poi corrette dicendo che poteva essersi trattato di normali assembramenti non finalizzati alla trasmissione del virus.

In ogni caso anche senza “Covid party” la situazione dell’epidemia negli Stati Uniti peggiora di giorno in giorno. Nel solo Texas, dove risiedeva la vittima, sono stati registrati oltre 250mila casi e più di 3mila morti, con oltre 8mila nuovi casi al giorno.