Tutti gli ‘affari correnti’ di cui dovrà occuparsi il governo per gli affari correnti | Rolling Stone Italia
Home Politica

Tutti gli ‘affari correnti’ di cui dovrà occuparsi il governo per gli affari correnti

Dopo giornate di maratone tv e infinite riunioni di partito, le Camere sono state sciolte dal Presidente della Repubblica, aprendo di fatto la campagna elettorale. Ma cosa succede, adesso?

Foto via Getty

Dopo giornate di maratone tv e infinite riunioni di partito, le Camere sono state sciolte dal Presidente della Repubblica, aprendo di fatto la campagna elettorale. Ma cosa succede, adesso?

Subito dopo il decreto di scioglimento delle Camere, il Consiglio dei Ministri si è riunito per definire il perimetro di quelli che tecnicamente vengono definiti «affari correnti»: trattandosi di un governo che non ha più pieni poteri non può presentare nuovi decreti e nuovi disegni di legge, compresa la legge di Bilancio, non procede a nomine, e quindi si limita a portare a casa quello che è già sul tavolo.

Dal DDL Concorrenza alla legge di bilancio

A questo proposito la Camera dei deputati è convocata per lunedì prossimo per la discussione del DDL Concorrenza, dal quale però verrà cancellato l’art. 10 sui taxi per consentire una rapida approvazione con il voto anche delle destre, che oggi esultano ulteriormente. Però in ballo ci sono anche i soldi del Pnrr.

Nel 2022 l’Italia deve conseguire 100 obiettivi, di questi, 45 erano da conseguire entro il 30 giugno 2022 e 55 entro il 31 dicembre, necessari per sbloccare 21,83 miliardi. Il Parlamento deve approvare entro dicembre la delega al Governo per il riordino della disciplina degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, le disposizioni in materia di giustizia e di processo tributari, le modifiche al codice della proprietà industriale, quest’ultimo entro marzo 2023.

In Italia non si è mai votato in autunno perché a ottobre inizia la sessione di bilancio. Entro il 27 settembre, il governo ogni anno presenta la nota di aggiornamento al Def, che aggiorna il quadro e le previsioni economiche dell’esecutivo e invia entro il 15 ottobre alla commissione Ue il documento programmatico di bilancio, preludio alla bozza di legge di bilancio che deve arrivare alle Camere entro il 30 ottobre ed essere approvata in via definitiva entro il 31 dicembre. L’alternativa è l’esercizio provvisorio, con chiari paletti e vincoli di spesa.

È chiaro che se anche le elezioni si svolgessero il 18 settembre e se dalle urne non uscisse una maggioranza chiara, si bucherebbero tutte le scadenze fiscali, con importanti ripercussioni per la finanziaria e gli obblighi europei. L’ultima volta per arrivare alla formazione del governo Conte 1 ci sono voluti circa tre mesi, tempi che non ci possiamo permettere questa volta. E non è un risultato scontato quello che vede il centrodestra in vantaggio che comunque anche compatto non raggiunge il 51 per cento dei voti. Quello che arriva non sembra essere un settembre tranquillo.

I richiami di Mattarella al Parlamento

Quello che è certo è che sarà un’estate di fuoco per i parlamentari. È possibile che Draghi li costringa ai lavori estivi per blindare fino alla nuova legislatura pezzi del Pnrr e «interventi indispensabili per far fronte alle difficoltà economiche e sociali, soprattutto per i concittadini delle fasce più deboli, per contenere gli effetti della guerra russa in Ucraina, per la sempre più necessaria collaborazione a livello europeo e internazionale», come ha sottolineato il Capo dello Stato, Mattarella durante la comunicazione di scioglimento delle Camere, ricordando che questa contingenza storica «non ammette pause» fino al nuovo esecutivo.

Agosto aperto per crisi

Insomma, addio ferie. Per le segreterie dei partiti sarà un agosto da incubo, tra simboli, liste, appetiti famelici per avere un posto in lista e i posti che saranno sempre meno. In queste ore, per intenderci, gli unici a stare tranquilli sono quelli di Fratelli d’Italia che stando ai sondaggi dovrebbero avere seggi in più, rispetto alla composizione attuale. Ore drammatiche per il Movimento 5 stelle e i seguaci di Di Maio che rischiano di sparire dai radar, salvo alleanze impossibili. Ma rimanendo ai numeri, il prossimo Parlamento sarà così composto: si passerà dagli attuali 630 a 400 deputati e dagli attuali 315 a 200 senatori, più i senatori a vita.

Le scadenze estive

Il Consiglio dei ministri, nella giornata di ieri, ha decretato il 25 settembre come data del voto. Questo vuol dire che i simboli andrebbero depositati al Viminale, tra il 12 e il 14 agosto, le liste, le firme, i candidati per i collegi uninominali nelle Corti d’Appello. I partiti presenti in parlamento al 31 dicembre 2021 saranno esentati dalla raccolta firme, ma tutti gli altri dovranno fare una vera e propria corsa contro il tempo. Parliamo di Azione, Insieme per il futuro di Luigi Di Maio, Italexit, Italia al centro e tutte quelle sigle extraparlamentari.

La pensione è salva

Non ci saranno problemi, invece problemi, per la pensione dei parlamentari perché il diritto scatta alla data del 24 settembre e presumibilmente i nuovi eletti non si insedieranno prima di fine mese. Inoltre, chi non dovesse essere riconfermato nel nuovo parlamento riceverà un assegno di fine mandato pari a 50 mila euro e continuerà a viaggiare gratuitamente sulla rete ferroviaria.