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Trump ha sbroccato completamente, definitivamente

Per tutta la sua vita ha sempre e solo cercare di mostrarsi come un vincente: ora sa che sta per passare alla storia come un perdente, e non la sta prendendo bene

AP Photo/Evan Vucci

È difficile descrivere pienamente lo stato attuale delle elezioni americane. Allo stesso tempo, ci sono l’ex vicepresidente Joe Biden e i suoi sostenitori che mostrano sicurezza nel fatto che la vittoria sia dietro l’angolo e il presidente Donald Trump che sta cercando cavilli legali risibili. 

Per quanto riguarda Biden, mentre scrivo è a 6 grandi elettori dal raggiungere il numero magico di 270 che gli consegnerebbe la presidenza. In Nevada, che conta esattamente 6 voti ed è ancora in bilico, è in vantaggio e ci sono pochi voti ancora da contare. Ne sapremo di più oggi ma è sempre più probabile che Biden raggiunga la soglia di 270 voti anche prima di sapere i risultati di Pennsylvania, Georgia, e North Carolina.

Di fronte all’imminente vittoria di Biden, Trump sta facendo l’unica cosa che sa fare nella vita – impazzire, fare cause e comportarsi in modo semplicemente isterico. Come ha fatto per tutta la sua presidenza, il suo sbrocco ha preso la forma di tweet e alcuni dei tweet che ha scritto nelle ultime ore potrebbero aggiudicarsi il premio per i tweet più ridicoli mai scritti da Trump – e sappiamo tutti che è un premio molto difficile da vincere. Un esempio è questo, arrivato la sera del 4 novembre.

Ovviamente è un tweet che non ha senso – un candidato non può “reclamare” la vittoria in uno stato, o vince o perde. Ma ci dice molto di quella che potrebbe essere la strategia di Trump: cause legali improbabili e sempre più disperate negli stati più in bilico.

Queste cause sono difficili da comprendere perché è difficile pensare che possano avere qualche effetto sulle elezioni. In Michigan e in Pennsylvania, aad esmepio, Trump ha fatto causa per chiedere che la conta dei voti fosse interrotta, perché riteneva che i suoi osservatori legali non avessero ottenuto l’accesso al processo di scrutinio in corso. Le autorità elettorali del Michigan hanno detto che si sono attenute ai requisiti di trasparenza richiesti dalla legge dello stato e l’Associated Press ha confermato. E in Pennsylvania c’erano addirittura dei livestreaming della conta dei voti. 

Ma ci sono anche altre cause. Trump sta cercando di fare in modo che in Pennsylvania non si possano contare i voti in cui il timbro postale risale al giorno delle elezioni ma che sono stati ricevuti dopo. La Corte Suprema ha già respinto due appelli al riguardo, ma Trump ci vuole riprovare. E in tutto ciò questi voti postali si stanno rivelando sempre meno importanti per la vittoria di Biden, ed è proprio questo che rende la strategia di Trump quantomeno bizzarra e improbabile. In Pennsylvania è sempre più probabile che vinca Biden anche senza contare i voti via posta tardivi: dunque non sarebbe nell’interesse di Trump chiedere l’esatto opposto, ossia che si contino anche quelli nella speranza di rovesciare il risultato di Biden? 

Ma c’è di più: Trump sta anche chiedendo un riconteggio in Wisconsin, facendo causa in Georgia per 53 voti tardivi che sono stati contati e minacciando una causa nazionale per brogli. 

Tutte queste iniziative sembrano destinate – a livello reale – ad avere lo stesso impatto del discorso con cui Trump nella notte elettorale si è proclamato vincitore. In quel discorso aveva detto che sarebbe andato dalla Corte Suprema per fermare la conta dei voti. Ma il suo linguaggio faceva sembrare quel riferimento a una causa legale molto più preoccupante: suggeriva che Trump volesse fermare gli scrutini per il semplice fatto che in quel preciso momento stava vincendo in diversi stati che sono stati poi vinti da Biden. Mettendo da parte l’audacia con cui il presidente ha chiesto a diversi stati di non contare milioni di voti, non c’era alcuna base legale per ricorrere alla Corte Suprema. 

Tutto questo fa sembrare Trump solo stupido e disperato. Sta cercando di usare le cause per fermare i conteggi in alcuni stati (quelli in cui è in vantaggio ma potrebbe perdere, come Pennsylvania e Georgia) e chiedendo di contare ogni voto in altri stati (quelli in cui è in svantaggio e spera di rimontare, come Arizona e Nevada). Come sempre quando si tratta di Trump, nelle sue azioni non c’è alcun principio morale a parte quello che ha motivato tutta la sua carriera: sembrare sempre il vincitore.

Davanti a tutto questo non c’è modo di non pensare che Trump, con il suo sbrocco tipicamente trumpiano, sta solo dimostrando di sapere che manca molto poco prima che passi alla storia nel modo per lui peggiore: come un perdente. 

Questo articolo è apparso originariamente su Rolling Stone US