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Trump ha detto che Spike Lee è un razzista

Durante gli Oscar, il regista afroamericano aveva ringraziato i suoi antenati per aver costruito il Paese, augurandosi che l'amore possa trionfare sull'odio nelle elezioni del 2020

Dopo l’incoraggiante discorso di Spike Lee, pronunciato durante i premi Oscar, in cui ha elogiato i suoi antenati per il loro contributo nella costruzione dell’America e ha invocato il trionfo dell’amore sull’odio nelle elezioni del 2020, il presidente Trump è andato su Twitter per dargli del “razzista”.

Ha descritto il suo discorso come un “attacco razzista al Presidente, che ha fatto di più per gli afroamericani (Riforma della giustizia penale, la disoccupazione più bassa nella storia, tagli alle tasse, ecc.) di quasi tutti gli altri Pres!”.

Lee ha vinto il suo primo Oscar domenica sera per aver adattato la sceneggiatura di BlacKkKlansman. La questione della razza gioca un ruolo centrale nel lavoro di Lee, che ha usato il suo discorso per evidenziare le lotte e i trionfi dei neri americani, da quando “400 anni [fa] i nostri antenati furono rubati dalla madre Africa e portati a Jamestown, in Virginia, e ridotti in schiavitù”, per raccontare poi di sua nonna, che ha investito 50 anni di sicurezza sociale per mandarlo al Morehouse College e poi alla scuola di cinema della New York University.

È probabile che il finale del discorso di Lee abbia stuzzicato il Presidente.

“Ringrazio i nostri antenati che hanno contribuito a costruire questo Paese e renderlo quello che è oggi”, ha affermato. “Consideriamo il legame con i nostri antenati. Ci guadagneremo in amore e saggezza, recupereremo la nostra umanità. Sarà un momento positivo. Le elezioni presidenziali 2020 sono dietro l’angolo. Mobilitiamoci tutti. Siamo tutti sulla parte giusta della storia. Fate la scelta morale tra l’amore e l’odio. Let’s do the right thing!“.

Secondo Trump, questo è un attacco razzista. Ovvero, in breve, il fatto che un uomo di colore abbia osato criticarlo.

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