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Si mette male per “lo sciamano di Q”

Il leader dell'assalto trumpista contro il Campidoglio dello scorso 6 gennaio, in carcere da allora, ha capito di "aver bisogno di lavorare su se stesso" e sta cercando di prendere le distanze dal complottismo. Ma rischia una sentenza pesante

Win McNamee/Getty Images

Per aver partecipato all’assalto trumpista contro il Campidoglio dello scorso 6 gennaio sono finite alla sbarra oltre 700 persone. La più nota di queste è Jacob Chansley, detto Jake Angeli, noto come “lo sciamano di Q”.

Già prima del 6 gennaio Chansley era noto nel giro trumpista e complottista per i suoi tatuaggi e per il suo modo di vestire – specie per il copricapo di pelliccia con le corna. Era vestito così durante l’assalto al Campidoglio, e le sue foto in quel contesto sono diventate celebri. Adesso però i procuratori federali americani vogliono presentargli il conto: chiedono per lui 4 anni di carcere. 

Nella richiesta della procura si afferma che Chansley è diventato “il volto” dell’insurrezione trumpista, che è stato uno dei primi a entrare nell’edificio e che una volta dentro è stato una specie di leader per la folla che si era lanciata all’assalto. 

“L’imputato è stato una delle prime 30 persone a penetrare nell’edificio del Campidoglio”, afferma una nota della procura. “L’imputato si è poi aggirato per le sale vuote dell’edificio, incitando altri membri della folla, urlando oscenità all’indirizzo dei deputati del nostro Paese, e vantandosi di avere finalmente ‘l’opportunità’ di eliminare dal nostro governo quelli che considerava dei traditori”.

Chansley è uno dei tre imputati per i fatti del 6 gennaio a cui toccheranno le pene più pesanti. Gli altri sono Paul Hodgkins, per cui era stato chiesto 1 anno e mezzo di reclusione e che alla fine è stato condannato a 8 mesi, e Scott Fairlamb, per cui erano stati chiesti quasi 4 anni e che è stato condannato a 41 mesi di reclusione. 

La richiesta pesante, nel caso di Chansley, è motivata dal fatto che una volta entrato nel Campidoglio non ha obbedito alle richieste degli agenti di polizia presenti, dal fatto che aveva con sé una lancia, e dal non aver mostrato alcun rimorso per le sue azioni. “Chansley non ha mostrato alcun rimorso nei giorni successivi ai fatti, vantandosi con NBC News del fatto che l’assalto avesse costretto alla fuga i deputati presenti quel giorno”.

Lo scorso settembre Chansley si era dichiarato colpevole, e il suo avvocato aveva fatto notare come il suo cliente stesse “cercando di stare lontano e di prendere le distanze” dal mondo di QAnon. “Dopo il 6 gennaio Chansley ha cominciato un processo, fatto di dolore, depressione, isolamento, introspezione e riconoscimento delle proprie debolezze in fatto di salute mentale, arrivando a capire di aver bisogno di lavorare su se stesso”, aveva detto l’avvocato. 

L’avvocato di Chansley sta ora cercando di dimostrare che i 10 mesi che il suo cliente ha già passato in carcere dal suo arresto lo scorso gennaio è una punizione sufficiente, citando come fattore decisivo la salute mentale di Chansley. Per farlo ha citato Forrest Gump: “mia mamma ha sempre detto, devi buttarti il passato alle spalle prima di poter andare avanti”. 

Questo articolo è apparso originariamente su Rolling Stone US