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Se i No Vax diventano un partito politico

Diversi gruppi e associazioni che negli ultimi due anni sono scesi in piazza contro il vaccino o hanno creato protocolli alternativi per le cure contro il Covid, ora si fanno partito. Secondo alcuni sondaggi potrebbero valere fino al 9%. Ieri dicevano «vi curiamo», oggi «votateci»

Foto di Matteo Nardone/Pacific Press/LightRocket via Getty Images

In principio è stato «il virus non esiste»; poi è diventato «in ospedale ti ammazzano», ed è finito con «nel vaccino ci sono il grafene e i feti abortiti, e se lo fai diventi sterile». Attenzione: non parliamo di barzellette, ma di quello che presumibilmente in Italia credono almeno 3milioni e mezzo di non vaccinati. A cui si aggiungono quelli che sono stati “costretti” a vaccinarsi, dopo le misure più stringenti, dal super Green Pass all’obbligo vaccinale per gli over50.

Il problema è serio: mentre le piazze NoPass si svuotano, le chat NoVax invece si riempiono e i complotti fioriscono. Da settimane, per esempio, tra Telegram e blog seguiti dai NoVax si fa largo anche l’idea che alcuni dei “capipopolo” che erano sui palchi delle manifestazioni d’autunno siano stati uccisi; ma da chi, e soprattutto perché, non viene specificato: ci credono e basta, in maniera cieca. E a fare ancora più rumore sono i tanti medici, avvocati e professori che danno man forte e dicono: «è il momento di farci ascoltare, facciamo un partito». Diverse agenzie hanno provato a calcolare quanto potrebbero davvero raccogliere se si candidassero: la fetta non è da sottovalutare, si va dal 5 al 9%. Tanto varrebbe in termini di voto il “popolo NoVax”. E attingerebbe da una buona parte dell’estrema destra italiana, che oggi si sente senza voce.

Non dimentichiamo un particolare che ci racconta come l’intento di diventare un partito sia chiaro da mesi: a inizio ottobre, dopo che un gruppo di manifestanti Nopass e NoVax ha assaltato alla fine di un corteo la sede della Cgil a Roma, a finire in galera sono stati Giuliano Castellino e Roberto Fiore, non due persone qualunque, ma due leader di Forza Nuova, del neofascismo romano. Entrambi, insieme al loro avvocato Carlo Taormina e altri, già un anno prima, alla fine della prima ondata, si erano seduti a un tavolo in una sorta di convegno per presentare il loro Movimento di Liberazione nazionale. Dicevano chiaramente che l’esperienza di Forza Nuova poteva dirsi conclusa a favore di questo nuovo soggetto politico, che riuniva al suo interno le voci che scendevano in piazza contro tutte le misure del governo. Quel progetto ora sembra esser stato messo in stand-by, forse colpa degli arresti e del carcere preventivo che dura da allora. Ma, intanto, altri si muovono.

Qualche settimana fa, ad esempio, Pasquale Bacco, un medico che fino a ieri era in piazza in prima fila con i contrari al vaccino, ha deciso di cambiare rotta: «Abbiamo migliaia di morti sulla coscienza», ha detto, facendo mea culpa e togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe. «Chi pensate che li abbia pagati per tutti questi mesi i nostri palchi alle manifestazioni? Montare un palco costa», ha confessato, rilasciando interviste a tv e giornali e confermando quello che ipotizzano i sondaggisti: dietro alle manifestazioni ci sono ambienti e partiti della destra italiana.

Ma c’è di più. Ora, infatti, ci sono anche i ristoratori che nel primo lockdown erano contro le chiusure e che nelle ultime settimane hanno annunciato che vogliono strutturarsi come partito. E poi ci sono le associazioni delle cure domiciliari, quelle che hanno creato quei famosi protocolli alternativi a quelli del ministero della Salute. Ora dicono: «Ieri vi abbiamo guarito, oggi ci dovete votare». Erich Grimaldi, per esempio, che è un avvocato e ha fondato il “Comitato Cura Domiciliare Covid”, ha recentemente presentato il suo movimento, Ucdl (Unione per le cure e i diritti di libertà) e promette di presentarsi alle prossime elezioni. Attorno a lui, dice l’associazione, ci sarebbero 15mila persone, 300 medici e 200 tra psicologi e farmacisti.

È la democrazia, bellezza. Ognuno è libero di candidarsi e sta a noi decidere chi votare. Però ricordiamoci un dettaglio: in quei gruppi ci sono medici che fino a poco tempo fa per curarsi dal Covid consigliavano anche integratori e Ivermectina, un antiparassitario per togliere i vermi ai cavalli.

Ed è sempre “il pentito” Bacco a soffiare sul fuoco della corsa al voto: «Ma voi lo sapete quanti soldi si fanno con le balle dei NoVax?». Lui che in piazza gridava che «il vaccino è acqua di fogna», ora ammette che sapevano di giocare «a chi la spara più grossa». Il motivo? Soldi, sostiene lui. Alle associazioni arrivano donazioni, ai leader NoVax credito anche per aprire attività in proprio. Insomma, ci sarebbe chi sfrutta la paura del vaccino per tornaconto personale o per provare a cucirsi addosso un abito nuovo, quello della politica. Bacco sembra usare il complotto contro i complottisti e un po’ gira la testa. E quasi viene voglia di rimpiangere i cari vecchi partiti.

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