San Lamento, il nuovo protettore dell’Italia

In attesa di capire come far tornare i conti, il premier Giuseppe Conte costruisce un'immagine pubblica basata unicamente sulla fede: prima il santino di Padre Pio, ora la festa per San Francesco, un patrono inadeguato al governo del cambiamento

La tv ruba l’anima ma rivela l’animale, la bestia che ognuno di noi vorrebbe non mostrare al vicino. La tv, in questi anni, ha messo a fuoco, più delle pagine politiche dei giornali, la vera identità del leader o presunto tale. Nell’inconscio di tutti sopravvivere alla partecipazione, del 2013, di Matteo Renzi ad Amici di Maria De Filippi. Per l’occasione l’ex Premier sfoggiò una giacca in pelle che divenne la sintesi di ciò che sarebbe successo poi. Il mandato di Matteo Renzi è stato scandito da una serie di episodi che rimandano a quel capo d’abbigliamento, al bisogno animale di avere qualcosa o essere qualcuno in possesso di un outfit non previsto nell’armadio degli amici, delle persone che dovrebbero far parte di un presente condiviso. Le priorità di Renzi, su tutte quelle referendarie, non sono state quelle del suo elettorato che poi ha optato per altre proposte.

La tv ruba l’anima ma rivela l’animale. La regola vale anche per Giuseppe Conte, il Premier designato da Salvini-Di Maio. 

Durante la sua prima intervista televisiva (rilasciata a Bruno Vespa, premier in pectore nei secoli dei secoli) Conte ha mostrato il santino di Padre Pio che porta sempre con sé. La condivisione fotografa meglio di tante altre immagini (che non mancano se solo si pensa ai recenti festeggiamenti fatti su un balcone) per cosa ricorderemo il primo Premier diventato tale senza una storia. 

Il premier Giuseppe Conte mostra il suo santino di Padre Pio a Bruno Vespa

Il mandato di Conte avrà un che di mariano, una muscolatura basata unicamente sul credo. A testimonianza di ciò è sufficiente seguire il dibattito sulla manovra finanziaria. Sulle coperture che Tria deve necessariamente trovare è partito un ragionamento collettivo che si può concludere solo ed esclusivamente in un atto di fede. In qualche modo il Ministro dell’Economia farà. 

In attesa di capire come far tornare i conti il Premier porta avanti la sua canonizzazione pubblica e simbolica presentandosi, domani 4 ottobre ad Assisi, alla celebrazione di San Francesco, attuale patrono d’Italia. 

L’aggettivo riconducibile a una carica temporanea è d’obbligo perché dal Governo del cambiamento ci si deve aspettare – nel bene e nel male – di tutto, anche la destituzione di San Francesco.

L’eventuale sostituzione del Santo trasformerebbe Conte in quel Papa Straniero che, tirando le somme, vorrebbe essere.

Il premier Giuseppe Conte presenta un francobollo dedicato a Padre Pio

Il problema vero è capire chi la piattaforma Russeau vorrebbe vedere al posto del Santo capace di parlare a tutti, animali compresi. Un conclave che ha portato avanti la crociata sul reddito di cittadinanza darebbe il posto di San Francesco, con molta probabilità, a San Lamento, il santo che antepone lo scazzo alla soluzione. 

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