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Roger Stone: «La politica è una guerra. Ma non ho mai fatto niente di illegale»

Lo storico spin doctor americano ed ex consigliere di Trump è stato arrestato. Un estratto dalla sua intervista per RS Usa dello scorso maggio

Roger Stone, ex consigliere di Trump, è stato arrestato oggi. Foto: Alex Wong/Getty Images

Roger Stone, ex consigliere di Trump, è stato arrestato oggi. Foto: Alex Wong/Getty Images

Rolling Stone USA ha intervistato lo scorso maggio Roger Stone, ex collaboratore di Trump, arrestato il 25 gennaio con l’accusa di aver fatto da tramite tra il comitato del Presidente, gli hacker russi e Wikileaks. Qui di seguito pubblichiamo un estratto, in cui si dichiarava completamente innocente.

Roger Stone. Potremmo chiamarlo in un sacco di modi: agente del caos. Amico di Donald Trump. Informatore dell’FBI, forse (anche se lui lo nega). Al momento Stone è un po’ più sulla difensiva, essendo un possibile obiettivo – anche se non annunciato – dell’indagine di Mueller, che ha finora citato in giudizio tre dei suoi collaboratori. Sempre all’attacco, Stone dichiara di essere pronto a essere arrestato.

Sei sopravvissuto a lungo in questa partita, pur giocando sporco. Come hai fatto?
Puoi dire che gioco sporco, mi puoi dare del buffone, puoi chiamarmi come vuoi. Non ho mai fatto niente che i miei contemporanei non facessero già, a livello di strategie politiche. Lotto duramente per i miei clienti, ma non ho mai sconfinato in alcuna attività illegale, e sicuramente non l’ho mai fatto nel 2016.

Sei mai stato sul libro paga del governo?
Mai. Beh, no, non è vero. Ho lavorato brevemente sotto Donald Rumsfeld quando era presidente Nixon. Sono stato lì per meno di sei mesi e ho realizzato in fretta che non avevo nessun interesse nello stare al governo. Il mio interesse è la politica e l’arte della politica. Non è, sai, nelle scartoffie della politica.

Non hai mai lavorato con l’FBI?
Non sono mai stato un informatore o lavorato in alcun modo con il governo, con l’FBI, la CIA o altri. Forse mi sta confondendo con Stefan Halper.

Sei trattato come un maestro della magia nera. Qual è la tua regola per stare sempre dal lato giusto della legge?
Ho scritto un libro su queste cose intitolato Stone’s Rules: How to Win at Politics, Business and Style, che è essenzialmente il mio manuale operativo. Sì, so come fare una buona ricerca sugli oppositori politici, come ottenere informazioni in modo legale e come introdurre queste informazioni al pubblico in maniera convincente. La politica non è per i deboli di cuore. Le mie campagne politiche sono delle guerre.

Ma parlando della situazione attuale, non avendo trovato nulla riguardo le mie collusioni con la Russia, non avendo trovato nulla su di me riguardo alle mail hackerate di Wikileaks o Julian Assange… Penso che sia possibile che il consigliere speciale evochi qualche reato totalmente estraneo per cercare di silenziarmi.

Penso di essere un bersaglio perché sono flamboyant. Sono tutti i giorni su Infowars, su The Daily Caller, sulla Fox e ho evidenziato l’illegittimità dell’investigazione di Mueller. Ho evidenziato i suoi obiettivi, che sono nient’altro che la rimozione di un presidente eletto. Per questo si stanno sforzando per silenziarmi.

Hai detto che Mueller potrebbe tirarti in ballo su qualcosa riguardante il tuo business. Cosa significa?
Sappiamo un procuratore federale può anche accusare un panino al prosciutto. Hanno un’abilità incredibile nel trasformare il nulla in qualcosa. Ho la coscienza pulita sui miei affari, le mie tasse e la mia condotta. Ma capisco che che un procuratore federale con poteri senza limiti, senza assegni o conti da far tornare, possa smuovere ogni tipo di accusa. Sai, puoi inscenare dei reati. Tre persone sono state arrestate per errore nello scandalo dell’antrace dal signor Mueller, qualche anno fa. Succede.

Diversi tuoi associati sono stati coinvolti da Mueller nell’investigazione. Ti preoccupa?
Nessuno dei miei associati – attuali o passati – hanno conoscenza di alcuna irregolarità da parte mia, perché non ce ne sono, e quindi non sono preoccupato. Penso che non sia giusto che richiedano un rappresentante legale e che ora si debbano accollare delle spese, quando non hanno alcuna conoscenza materiale che potrebbe essere utile al procuratore.

L’intervista completa può essere letta qui.

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