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Renzi, dimissioni congelate da Mattarella

Stando al comunicato stampa del Quirinale, il Presidente della Repubblica avrebbe fatto slittare le dimissioni di Renzi fino a dopo l'approvazione della legge di bilancio, attesa in tempi record

Dimissioni congelate, probabilmente almeno fino a venerdì, giorno in cui il Senato dovrebbe approvare senza alcun emendamento – ovvero senza apportare alcuna modifica – la legge di bilancio già calendarizzata.

Dopo il consiglio dei ministri lampo tenutosi attorno alle 18,30 – in cui Renzi, come riporta Palazzo Chigi, ha ribadito la propria volontà di dimettersi in seguito all’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre – il capo dell’esecutivo si è recato al Quirinale dove, stando al comunicato stampa ufficiale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella avrebbe rimandato la formalizzazione delle dimissioni del Presidente del Consiglio a dopo l’approvazione della manovra che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe avvenire in tempi record, probabilmente già in questa settimana, qualora il Senato trovi un accordo per anticipare il termine della scadenza degli emendamenti in commissione e non avanzare alcuna proposta di modifica.

Manca ancora l’ufficialità da parte di Renzi, tuttavia, l’ipotesi più probabile è quella di una fiducia ‘tecnica’, come già capitato in occasione delle dimissioni dell’ultimo governo Berlusconi nel 2011 e del Governo Monti l’anno successivo nel 2012.

Favorevoli al congelamento – ma soltanto per una settimana al massimo – sarebbero, a sorpresa, i deputati del Movimento 5 Stelle per cui l’ipotesi rientrerebbe in un atteggiamento istituzionale e responsabile. Contrari invece i rappresentanti di Forza Italia che invece chiedono con insistenza le dimissioni immediate giacché, come recita una nota congiunta firmata da tutti i capigruppo, “il No al Referendum è un voto di sfiducia a Renzi e alla sua attività di governo nel suo complesso”.

Quanto seguirà è ancora difficile da prevedere; tuttavia, come riporta La Repubblica, le ipotesi concrete sono, da una parte, il Quirinale sarebbe propenso a eleggere un nuovo governo ‘tecnico’, guidato dall’attuale ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, cui andrebbe il compito di approvare una legge elettorale. Dall’altra lo stesso Renzi preferirebbe tornare alle urne il prima possibile, ripartendo dai 13 milioni di italiani che si sono espressi favorevoli alla riforma, in modo da “non lasciare la bandiera delle elezioni anticipate” a Grillo, Salvini e Forza Italia. Emblematico in questo senso il tweet del braccio destro di Renzi, Luca Lotti, che pare delineare la volontà del premier di ripartire subito, eventualmente rimanendo in carica e arrivando al voto da Presidente del Consiglio dimissionario.

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