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Quindi, come sono andate le elezioni amministrative?

Se la destra va male, il M5S sta molto peggio. Ma la vera notizia è la grande crescita dell'astensione, mai così alta nelle grandi città

Ivan Romano/Getty Images

Ieri si sono tenute le elezionia amministrative, che sono anche state le prime elezioni in Italia dall’inizio dell’era Covid. E i risultati del primo turno hanno confermato i sondaggi, con il centrosinistra che ha vinto nelle grandi città – già al primo turno a Milano, Napoli e Bologna, mentre si andrà al ballottaggio a Torino, Roma e Trieste. A livello nazionale, il PD è il primo partito. 

Il risultato migliore è arrivato a Milano: per la prima volta il centrosinistra ha vinto al primo turno, con Beppe Sala confermato con un plebiscito – oltre il 57% dei voti – e Lega e Fratelli d’Italia fermi intorno al 10%. A Roma il candidato di destra Michetti è in vantaggio sul candidato PD Gualtieri, con Raggi e Calenda che si sono aggiudicati circa il 20% dei voti ciascuno e che quindi saranno decisivi per capire chi vincerà al ballottaggio – ed entrambi sono più vicini al centrosinistra. Anche a Napoli e Bologna il centrosinistra ha stravinto superano il 60% dei voti. Enrico Letta, segretario del PD eletto a Siena, ha commentato dicendo “siamo tornani in sintonia con il Paese” e che “il Pd deve tenere insieme diritti, lavoro e rispetto dell’ambiente”.

Unico successo del centrodestra l’elezione regionale della Calabria, dove – incredibilmente – si è registrato un grande successo di Forza Italia. “Abbiamo perso per demeriti nostri”, ha detto Salvini commentando i risultati elettorali. 

Se crollo del centrodestra è grave, il M5S sta molto peggio. Il partito è infatti praticamente scomparso – e il 19% dei voti ottenuto a Roma da Virginia Raggi è paradossalmente un buon risultato. Perché a Roma il M5S scende dal 35 al 10%, a Torino dal 30 all’8%, a Bologna dal 16 al 3%. A Milano è al 2,8%. Insomma, il messaggio è chiaro: l’unica strada che ha il M5S per sopravvivere è farsi trainare da Giuseppe Conte e mettersi in scia del PD. “Il nuovo corso si è insediato poco prima del deposito delle liste e non ha potuto dispiegare in pieno le potenzialità, ma i dati esprimono in pieno la potenza e la possibilità di lavorare insieme con le altre forze progressiste”, ha detto Conte.

La vera notizia di queste amministrative è però la crescita dell’astensione. A votare è stato solo il 54,7% degli aventi diritto, e nelle grandi città l’affluenza è stata la più bassa di sempre: 47,7% a Milano, 48,8% a Roma. Le percentuali più alte si sono avute nei quartieri più ricchi delle città, il che ha favorito il successo del PD. La destra invece ha raccolto un duplice fallimento: non è riuscita a guadagnare i voti dei moderati, forse spaventati dalle strizzate d’occhio al populismo, ma non è riuscita nemmeno a mobilitare le periferie con il populismo.