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Perché la basilica di Santa Sofia tornerà a essere una moschea

La famosa Hagia Sophia di Istanbul tornerà a essere una moschea. È una decisione simbolica, che c'entra con il progetto politico "neo-ottomano" di Erdogan e con le sue difficoltà interne

Frank Bienewald/LightRocket via Getty Image

Venerdì scorso il presidente turco Erdogan ha firmato un decreto per trasformare la basilica di Santa Sofia di Istanbul in una moschea. Si tratta di una decisione estremamente simbolica, anche perché arriva subito dopo una sentenza del Consiglio di Stato turco che ha giudicato illegittima la decisione con cui nel 1934 il primo presidente della Turchia Ataturk aveva trasformato Santa Sofia – che all’epoca era una moschea – in un museo. 

La conversione di Santa Sofia in una moschea è un cavallo di battaglia di Erdogan, spesso tirato fuori per distogliere l’attenzione dalle sue difficoltà politiche. Era stata proposta già l’anno scorso in risposta alla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele. 

Il suo significato principale sta nel coronamento del progetto politico “neo-ottomano” di Erdogan, che nel corso della sua presidenza ha rimesso la religione al centro della vita pubblica turca, in netta contrapposizione con la laicità della tradizione kemalista inaugurata appunto da Ataturk.

Un esempio di ciò è evidente anche nel modo in cui la decisione è stata comunicata sui canali ufficiali della presidenza turca. Come sottolineato dalla giornalista Jenan Moussa di Al-Aan TV, mentre il testo inglese si sofferma sul fatto che anche da moschea Santa Sofia rimarrà aperta a tutti, musulmani e non, e afferma che la Turchia sta solo esercitando la sua sovranità, il testo arabo ne parla come di un saluto simbolico a tutte le città simbolo della civiltà islamica da Bukhara all’Andalusia, e un piccolo passo “verso la liberazione della moschea di al-Aqsa” a Gerusalemme.

La decisione di riconvertire Santa Sofia è anche una dimostrazione di forza di Erdogan, che dal punto di vista politico sta vivendo un momento tra i più difficili della sua carriera. Nonostante la vittoria alle ultime elezioni presidenziali, infatti, l’anno scorso il suo partito, l’AKP, ha perso le elezioni amministrative proprio a Istanbul. Facendo riconvertire Santa Sofia, insomma, Erdogan vuole mostrare di avere ancora il controllo sulla città pur non governandola più.