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Perché i Talebani sono ossessionati dalle barbe

I nuovi padroni dell'Afghanistan hanno vietato agli uomini afghani di radersi la barba. Ma dove nasce la loro ossessione in materia?

WAKIL KOHSAR/AFP via Getty Images

Integralisti, maschilisti e barbuti. I Talebani, rigidi nell’interpretazione fanatica del Corano, hanno negato in fretta tutte le promesse di moderazione che avevano fatto subito dopo la presa di Kabul, e hanno deciso – fra le altre cose – che canzoni e barbieri vanno di nuovo, e subito, banditi dall’Afghanistan.

Nei saloni della provincia meridionale di Helmand hanno esposto avvisi minacciosi: “Siete urgentemente informati che da oggi rasare le barbe e mettere musica nei saloni da barba e nei bagni pubblici è strettamente proibito”. Attenzione a trasgredire, perché chiunque venga “scoperto a radere la barba di qualcuno o mettere musica, sarà punito secondo i principi della sharia e non avrà diritto di lamentarsi”. Proprio come durante il primo Emirato Islamico, vent’anni fa: agli uomini era già stato vietato allora di radersi.

C’è anche una polizia religiosa, che ha il compito di far rispettare l’interpretazione talebana della legge islamica e punire i “comportamenti inadeguati” e gli “atti immorali”, mettendo in pratica i provvedimenti del ministero per la Propagazione della virtù e la prevenzione del vizio, rinato dopo due decenni (e sostituitosi al ministero per gli Affari femminili, destituito dopo la presa di Kabul).

“I Talebani continuano ad arrivare e ci ordinano di smettere di tagliarci la barba”, ha spiegato un barbiere di Kabul alla BBC. “Uno di loro mi ha detto che possono anche inviare ispettori sotto copertura per controllarci”. Il gestore di uno dei maggiori saloni della città ha riferito di una telefonata ricevuta da un presunto funzionario del governo, che gli ha ordinato di “smetterla di seguire gli stili americani”, di non radersi e di non tagliare la barba di nessuno.

Dopo la caduta del primo Emirato Islamico dell’Afghanistan, gli uomini afghani avevano apprezzato l’idea di potersi rasare, e chiedevano tagli alla moda. Adesso, quei barbieri che erano sempre carichi di lavoro, rischiano di non riuscire nemmeno più a guadagnarsi da vivere. “Per molti anni il mio salone è stato un posto dove i giovani potevano radersi come desideravano e apparire alla moda”, ha raccontato uno di loro alla BBC. “Ora non ha più senso continuare questa attività”. Le botteghe dei barbieri stanno diventando attività proibite, e gli uomini non si radono più la barba perché “non vogliono essere presi di mira, per le strade, dai Talebani. Vogliono mimetizzarsi e assomigliare a loro”.

I Talebani, però, nel mondo islamico, costituiscono solo una piccola minoranza che vieta la rasatura e minaccia sanzioni in caso di mancato rispetto. La loro idiosincrasia in materia non deriva dal Corano ma dalla condizione che, nei suoi hadith, il Profeta Maometto si sia pronunciato contro le barbe corte. Uno di questi reciterebbe infatti: “taglia i baffi e lascia la barba”. Si pensa che Maometto avesse la barba e i musulmani integralisti che se la fanno crescere sostengono di non fare altre che emulare il Profeta.

In realtà, molti studiosi musulmani non considerano la barba un obbligo, e se la radono liberamente. Per il professor Muhammad Abdel Haleem, della SOAS di Londra, portare la barba dovrebbe essere considerato una raccomandazione piuttosto che un obbligo. Abdel Haleem sostiene che tutti i musulmani praticanti (e lui lo è) dovrebbero essere liberi di scegliere riguardo a una questione sulla quale non esiste un consenso generale, senza timore di ritorsioni.

L’imam Abduljalil Sajid, studioso islamico e cofondatore del Consiglio musulmano della Gran Bretagna che ha sede a Brighton, condivide la stessa idea. “Secondo me, questo è un po’ come il problema delle donne che indossano il velo”, aveva detto alla BBC. “Non è uno dei pilastri obbligatori dell’Islam, come la preghiera o il digiuno”. Ci sono comunque alcune scuole di diritto islamico che condividono posizioni decise sulla lunghezza della barba e sulla rasatura. Ma “stare senza barba”, dice l’imam, “è diventato un segno di modernità”.