Per Berlusconi, il povero Putin è stato ‘costretto’ a inventarsi l’invasione dell’Ucraina | Rolling Stone Italia
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Per Berlusconi, il povero Putin è stato ‘costretto’ a inventarsi l’invasione dell’Ucraina

In un'intervista a 'Porta a Porta', l'ex premier ha detto che l'obiettivo di Mosca doveva essere quello di «sostituire con un governo di persone perbene quello di Zelensky» in una sola settimana

Da quando, lo scorso 24 marzo, ha avuto inizio la guerra d’aggressione in Ucraina, diversi esponenti politici hanno palesato una certa difficoltà di posizionamento, dalle ambiguità di Salvini sulle sanzioni occidentali alla Russia all’infinito dibattito sull’opportunità di inviare armi all’esercito di Kiev.

Da questo punto di vista, uno dei leader più esposti è stato, ovviamente, Silvio Berlusconi: il suo legame strettissimo con Putin non è un mistero per nessuno. Le foto che ritraggono l’ex agente del KGB in compagnia dell’imprenditore brianzolo amante della bella vita sono tantissime: vacanze in Sardegna, gite nel Mar Nero, appassionate battute di caccia e l’ormai celeberrimo lettone a baldacchino che l’amico Vladimir ha regalato al cavaliere per un suo compleanno.

Insomma, nell’ottica dell’ex Presidente del Consiglio, prendere una posizione netta in difesa dell’Ucraina non è un’impresa semplice. Per fortuna, a sgombrare il tavolo da ogni rimasuglio di dubbio ci ha pensato lo stesso Cavaliere.

Lo ha fatto ieri, durante una surreale intervista a Porta a Porta in cui Bruno Vespa ha provato a incalzarlo proprio su questo aspetto. «Riconosce nel suo vecchio amico, un uomo che ha deciso di intensificare e richiamare i riservisti, di minacciare, anche se indirettamente, il ricorso al nucleare dopo l’invasione dell’Ucraina. Che cosa gli è successo?», ha chiesto il giornalista.

La risposta di Berlusconi non ha concesso alcuno spiraglio all’immaginazione: «Putin è caduto in una situazione difficile e drammatica», ha spiegato il leader di Forza Italia, «Dico è caduto – ha proseguito l’ex premier – perché è stata una missione delle due Repubbliche filorusse del Donbass che è andata a Mosca, ha parlato con tutti quanti, con le radio, la stampa, le tv, con la gente del partito, con i ministri del partito, e poi con Putin e gli hanno detto: “Zelensky ha aumentato gli attacchi delle sue forze contro le nostre forze sui nostri confini, siamo a 16 mila morti, per favore difendici, perché se non ci difendi tu non sappiamo dove potremmo arrivare”».

Secondo Berlusconi, l’obiettivo iniziale di Putin era quello di entrare a Kiev e «in una settimana sostituire con un governo di persone perbene quello di Zelensky. Non capisco perché le truppe russe si sono sparse in giro per l’Ucraina, mentre secondo me dovevano fermarsi solo intorno a Kiev». Anche sulle armi l’intervento dell’ex presidente del Consiglio non mancherà di fare discutere. Berlusconi, parte della coalizione di centrodestra data per favorita alle elezioni del 25 settembre, pure sui combattimenti dà una sua versione dei fatti: «I russi hanno trovato una resistenza imprevista e imprevedibile delle truppe ucraine, che poi sono state foraggiate con armi di tutti i tipi». Insomma: se qualcuno conservava ancora qualche dubbio sulle opinioni di B nei confronti della guerra, beh, ora è tutto più chiaro che mai.