Paragonare Alexandria Ocasio-Cortez a Trump è assurdo

Un razzista, reazionario e incapace di accettare la scienza come Trump non ha niente in comune con politici che chiedono sanità gratuita ed energia pulita

Foto IPA


Steve Schmidt – ex assistente di Dick Cheney, neo-eroe liberal e assolutamente non quel tizio che ha scatenato la moderna far right invitando Sarah Palin a una corsa presidenziale – ha un paio di cose da dire a proposito dell’elezione di Alexandria Ocasio-Cortez, un risultato scioccante ai danni del vecchio democratico Joe Crowley.

Schmidt ha dichiarato a Stephanie Ruhle di MSNBC che la vittoria era tutto merito di Donald Trump. «Il presidente sta radicalizzando la politica americana», ha detto il conservatore/stratega. «E più la politica si fa radicale più avrà vantaggi». Schmidt si è preso gioco della piattaforma politica di Ocasio-Cortez, che prevede tra le altre cose un programma governativo per migliorare l’occupazione, college gratuito e sanità gratuita. Non è sostenibile, dice Schmidt, e per questo la politica di Ocasio-Cortez è essenzialmente disonesta.

«Quando abbiamo progressismo disonesto e Trumpismo disonesto», ha detto Karl Rove, «Il centro è alienato… e si arrende». Sono in molti ad essere d’accordo con lui. «Oh, per favore, sta solo promettendo della roba gratis», ha aggiunto Ben Ritz, direttore del Progressive Policy Institute, e membro del vecchio Leadership Council dei Democratici. «Il partito deve scegliere: sono con Alexandria Ocasio-Cortez o con Michael Bloomberg?», ha chiesto Daniella Greenbaum, corsivista del Business Insider.

Bloomberg è noto come sindaco repubblicano, ma a quanto pare vorrebbe candidarsi alle primarie presidenziali nelle fila dei democratici. Secondo la giornalista dell’Insider, ovviamente, dovremmo scegliere di stare con il miliardario-plutocrate. «La retorica ricchi-oppressori contro poveri-oppressi può funzionare nel 14esimo distretto di New York, ma fallirà a livello nazionale», dice.

Ma che significa? Primo, se un politico si candida nel 14esimo distretto, non vogliamo che i suoi messaggi funzionino proprio nel 14esimo distretto? La democrazia rappresentativa è proprio questo, permettere alla popolazioni di avere una voce in un dibattito più grande. Secondo, chi ha detto che il messaggio ricchi-contro-poveri fallirà a livello nazionale? Nonostante numerosi tentativi di riabilitazione pubblica, i miliardari di Wall Street sono odiati ovunque negli Stati Uniti. (Se volete farvi quattro risate, recuperate Portraits di Will Arnett, un tentativo ironico di ribaltare decenni di pessima stampa della Bank of America… utilizzando goffe immagini di famiglie felici degli anni ’70)

Alexandria Ocasio-Cortez, foto via CNN

La proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie ha avuto successo in quattro diversi sondaggi somministrati regolarmente dopo il crash del 2008. E gli elettori, sia democratici che repubblicani, continuano a ripetere che vorrebbero vedere meno potere nelle mani di Wall Street.

Questo è solo uno dei molti attacchi diretti a Ocasio-Cortez negli ultimi giorni. I titolisti si dimenticano di lei, oppure utilizzano formule denigratorie come “giovane contestatrice” o “socialista democratica”. Il Washington Times, rappresentante dell’ala più conservatrice e allucinata dei media, ha scritto: “Ocasio-Cortez, la contestatrice socialista di New York, un nemico per l’America”.

Poi è arrivata Nancy Pelosi, che lo scorso anno è arrivata a dichiarare che “gli elettori non hanno bisogno di un cambiamento”. In questo caso, si è assicurata di spiegare come i risultati nel 14esimo siano solo “la scelta di un singolo distretto”, e che quindi era necessario “non farsi prendere dall’entusiasmo”. Pelosi è una grande risorsa quando si tratta di capire i retroscena della politica, ma è totalmente incapace di capire i cambiamenti nell’elettorato, e somiglia sempre di più al re interpretato da Terry Jones per i Monty Python, incapace di rendersi conto che il suo regno sarebbe presto stato sommerso dalle acque. “Non sta succedendo niente”, ripeteva sorridendo.

Tutti gli attacchi a Ocasio-Cortez hanno una cosa in comune: la convinzione che lasciar libera l’ala più estrema del partito possa creare il caos, e alienare il “grande centro” che di solito decide le elezioni presidenziali. È incredibile come i leader di entrambi i partiti riescano a crederci davvero. Non si rendono conto dei cambiamenti innescati da decenni di catastrofi economiche – la scomparsa della manifattura e la comparsa di due gigantesche bolle speculative, tra le altre cose – che hanno cambiato l’America, ora un paese controllato da piccoli gruppi di leader miliardari, circondati da una popolazione emarginata e con un patrimonio netto inesistente.

Foto via Facebook

I media hanno descritto nello stesso modo tutti i movimenti politici “diversi” degli ultimi due anni: populismo irrazionale ed emotivo, energia stupida che dev’essere “illuminata” dal grande centro per ottenere ordine, pace, felicità eccetera. Alla Ocasio-Cortez è successa esattamente la stessa cosa.

L’Atlantic, però, è andato oltre, identificando un movimento analogo – quello di Ben Jealous, in Maryland – come “il negativo di una foto di Trump” e del suo superficiale populismo economico. Quello che tutti ignorano, è che gli elettori fanno scelte diverse perché hanno capito che i politici “professionisti” li hanno truffati. Cosa dovrebbero pensare di fronte a una classe dirigente che dice di non poter finanziare la sanità pubblica, e poi, aumenta il nostro già enorme budget per la difesa di 82 miliardi? La proposta ha ottenuto 85 voti contro 10 in Senato.

Se possiamo spendere più di 10 stati messi insieme per la difesa, perché non possiamo fare lo stesso per la sanità, o l’educazione? Davvero? Chi è che truffa chi?

Paragonare le vittorie di Ocasio-Cortez e Jealous all’ascesa di Donald Trump è pura follia, ovviamente. Un razzista, reazionario, incapace di accettare la scienza, suprematista bianco come Trump non ha niente in comune con politici che chiedono sanità gratuita ed energia pulita. Sono assolutamente opposti. L’unica cosa che hanno in comune è che rappresentano un pericolo per quel piccolo gruppo di politici inetti che hanno gestito i due partiti principali per decenni.

Quando gli “esperti” parlano di un’idea come di una “minaccia per la democrazia”, questo è quello che intendono – una minaccia alle poche migliaia di persone che sono al volante da tempo, e che non vogliono mollare la presa. La verità sta tutta qui. Non tutte le nuove idee portano al nuovo Trump, non importa cosa vi dicano per cercare di spaventarvi.

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