Non solo una Mercedes: con i soldi della raccolta fondi Malika Chalhy ha comprato anche un cane | Rolling Stone Italia
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Non solo una Mercedes: con i soldi della raccolta fondi Malika Chalhy ha comprato anche un cane

Un French bulldog da 2500 euro, che definisce "un supporto psicologico". "La Mercedes e il bulldog sono beni necessari", ha detto, "devo giustificarmi perché spendo i miei soldi come voglio?"

Nelle ultime ore tutta Italia non parla che di Malika Chalhy, la ragazza che qualche mese fa era diventata famosa per essere stata cacciata di casa dai suoi genitori – tra insulti e minacce di morte – quando aveva deciso di fare coming out confessando di essere lesbica. Ai tempi era partita una gara di solidarietà che si era concretizzata in una campagna di crowdfunding per aiutarla a rifarsi una vita e che aveva raccolto circa 140mila euro: soldi che – si è scoperto adesso – Malika ha usato non esattamente nel modo in cui chi ha donato si aspettava. Ad esempio, si è comprata una Mercedes.

Non solo. Stando a quanto riporta The Post Internazionale, Malika ha anche comprato un French bulldog da 2500 euro. “Non l’avevo riconosciuta quando è venuta in allevamento, ma poi ho capito. Ha comprato il cane più caro”, ha confermato l’allevatore, sentito da TPI. “Non sono cani per tutte le tasche, qui poi vendiamo i migliori. Ha speso 2.470 euro”.

La stessa Malika ha confermato l’acquisto ma si è giustificata dicendo che ha scelto quel cane “perché mi piaceva la razza, devo giustificarmi perché spendo i miei soldi come voglio?” e ha definito il cane “un bene di prima necessità”. “Il cane è un supporto psicologico”, ha detto, aggiungendo che “la Mercedes e il bulldog sono beni necessari”.

Ovviamente il fatto che Malika abbia usato così i soldi che le erano stati donati per rifarsi una vita non è certo illegale, ma è certo discutibile sul piano morale. Soprattutto perché, almeno inizialmente, aveva detto di volerli dare in beneficenza tramite una fondazione per aiutare le donne vittime di violenza, tirando in mezzo anche il nome dell’ex presidenta della Camera Laura Boldrini, che però ha smentito di essere mai stata coinvolta in qualcosa del genere.