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Nello storico referendum sulla legalizzazione dell’aborto a San Marino hanno vinto i sì

Finora a San Marino l'aborto era illegale in ogni caso – anche in caso di stupro, gravi malformazioni del feto o pericolo di vita per la donna – ed era punibile con il carcere

Brigitte HAGEMANN / AFP) (Photo by BRIGITTE HAGEMANN/AFP via Getty Images

La grande stagione dei referendum non interessa solo l’Italia, dove quelli per la cannabis e per l’eutanasia legale hanno raccolto centinaia di migliaia di firme in poche settimane. A San Marino, questa domenica se n’è tenuto uno per legalizzare l’aborto: con il 77% ha vinto il sì. A votare è stato il 41% degli aventi diritto.

Finora a San Marino l’aborto era illegale in ogni caso – anche in caso di stupro, gravi malformazioni del feto o pericolo di vita per la donna – ed era punibile con il carcere sia per la donna che abortiva sia per chi la aiutava a farlo. La legislazione sammarinese era una delle più restrittive d’Europa, a livello di Polonia, Andorra, Malta, Liechtenstein e Vaticano. Erano 18 anni che si tentava di cambiare questo stato di cose, e al termine di questi sforzi è arrivato il referendum di ieri.

Il quesito del referendum non riguardava l’aborto in generale ma solo in determinate circostanze, quelle in cui c’è “grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna” o anomalie e malformazioni nel feto. Inoltre non legalizza l’aborto, ma fornisce un’indicazione a cui il Parlamento dovrà attenersi nel formulare una legge in materia.