Nei Paesi più poveri, 9 persone su 10 non avranno nessun vaccino | Rolling Stone Italia
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Nei Paesi più poveri, 9 persone su 10 non avranno nessun vaccino

I Paesi occidentali, con appena il 14% della popolazione globale, si sono già assicurati il 53% della produzione iniziale dei principali vaccini contro il Covid-19

SULEIMAN MBATIAH/AFP via Getty Images

Come riporta il Guardian, 9 persone su 10 in 70 paesi a basso reddito non riceveranno nessun vaccino contro il Covid-19 nel 2021, perché la grande maggioranza delle dosi dei vaccini più promettenti veranno acquistate dai Paesi dell’Occidente. Con appena il 14% della popolazione globale, i Paesi ricchi si sono infatti già assicurati il 53% della produzione iniziale dei principali vaccini – tra cui quello di Pfizer BioNTech di cui è cominciata ieri la somministrazione nel Regno Unito. I Paesi più poveri invece non avranno altra scelta che rimanere alla mercè del virus ancora a lungo.

La People’s Vaccine Alliance, una campagna per l’equo accesso al vaccino nel mondo che include organizzazioni come Amnesty International e Oxfam, ha messo in guardia contro la situazione che potrebbe venire a crearsi, in cui l’accesso al vaccino non avviene in modo paritario ma sulla base di meccanismi di mercato che privilegiano inevitabilmente i Paesi più ricchi. “A nessuno dovrebbe essere impedito di ricevere un vaccino salvavita perché il Paese in cui vive non ha abbastanza soldi”, ha detto Anna Marriott, Health policy manager di Oxfam, “ma a meno che non avvenga un cambiamento rilevante, miliardi di persone al mondo non riceveranno un vaccino per il Covid-19 sicuro ed efficace per anni”. 

I dati purtroppo supportano queste affermazioni. Le dosi del primo vaccino approvato per il coronaviurso, quello di Pfizer BioNTech, andranno praticamente tutte a Paesi ricchi – il 96% della produzione è già prenotato dai Paesi dell’occidente. Lo stesso vale per un altro vaccino promettente, quello sviluppato da Moderna. Il prezzo di entrambi i vaccini è infatti alto ed è dunque più difficile per i Paesi più poveri assicurarsi le dosi. Diverso invece il caso del vaccino sviluppato dall’università di Oxford e da AstraZeneca, il cui prezzo è stato tenuto volontariamente basso proprio per non escludere i Paesi poveri, a cui sarà destinato il 64% delle dosi. Il che è positivo, ma un singolo vaccino non basta: nel 2021 AstraZeneca sarà in grado di raggiungere al massimo il 16% della popolazione mondiale.