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Mirko Bortolotto: «Faccio meme per i ritardati che mi credono»

In un video diventato virale negli ultimi giorni ha svelato il complotto dell'UE contro l'Italia. Per la nostra rubrica sui nuovi troll abbiamo intervistato il giovane veneto che da un negozio di vernici fa infuriare i populisti ingenui

Nell’ultima settimana, un video di denuncia postato da un sedicente impiegato della Commissione europea ha fatto girare la testa al web, confermando finalmente un complotto di cui molti cittadini italiani erano già certissimi: l’Europa e la BCE stanno tramando per far cadere il Governo italiano.

L’autore e protagonista del video, in realtà, non si chiama Davide Guetti, ma Mirko Bortolotto, ha 25 anni e vive in Veneto. Ovviamente, non è mai stato dipendente della Commissione europea, e nella vita reale manda avanti un negozio di vernici. Il video è un falso e, ormai l’avrete capito, Mirko Bortolotto è un troll.

Bortolotto ha iniziato la sua carriera online come creatore di meme sulla pagina Facebook “Generatore di immagini gentiste di bassa qualità” da lui stesso fondata nel 2015, da cui in seguito è nato il gruppo “Giente Honesta” che oggi conta 57mila iscritti. Su Facebook ha almeno due account – uno col suo vero nome e uno con un cognome fittizio -, un numero indefinito di pagine pubbliche che ogni tanto menziona, e chissà quante altre identità ancora non dichiarate.

Mirko, perché hai iniziato a creare meme?
Per prendere in giro i populisti. C’erano già alcune pagine che lo facevano, come “Becero populismo” e “Siamo la gente il potere ci temono”, però non ne esisteva una che creasse vere e proprie caricature di immagini populiste. Gli altri si limitavano a prenderli in giro a parole, invece io ho iniziato a costruire immagini. Da lì ho notato che oltre alla condivisione dei fan che ne coglievano il lato scherzoso, c’era anche gente talmente ritardata da condividerle seriamente. Il primo meme famoso della mia pagina è stato quello del novembre del 2015, in cui c’erano le false citazioni di Gandhi, Nelson Madela e Martin Luther King che parlavano bene del Duce. Erano insieme a una quarta citazione, quella del commissario Gordon di Batman, che diceva: “Il Duce non è l’eroe che l’Italia merita, ma quello di cui ha bisogno”. Quel meme ha fatto migliaia di condivisioni serie da parte di fascisti che non si erano accorti che la quarta citazione era molto improbabile. Da lì ne ho postate tante altre. Finché, due anni dopo, non ho fatto il video di Renzi in Lamborghini.

Chi sono i populisti di cui parli?
Chi usa la pancia e non il cervello. Chi ascolta quello che vuole sentirsi dire senza pretendere vere soluzioni.

E da dove son spuntati?
Ci sono sempre stati, solo che adesso vanno più di moda. I partiti di establishment hanno deluso gli elettori. In generale, quelli che prima dicevano “I politici son tutti uguali, non ne voto neanche uno”, adesso votano i partiti contro l’establishment, cioè Movimento 5 Stelle e Lega.

Quando sei diventato protagonista dei tuoi video?
Quando è arrivato Gian Marco Saolini, il maestro dei video satirici online: una genialata come Stefano De Trollis, deputato PD, non si era mai vista.

Quindi ti ispiri a lui?
Sì un po’ sì. Poi ovviamente lui ha iniziato solo due anni fa, mentre io facevo meme già da tanto. Però quando ho visto cose come De Trollis e il nostromo dell’Aquarius, mi sono detto: “Voglio farne uno anch’io, non sono da meno”. E poi visto che io sono il fondatore, unico grande admin del gruppo “Giente Honesta” e sono stato io a nominarlo tra i moderatori, mi giravano un po’ le balle che lui facesse condivisioni mentre io non ne facevo. Quindi ho fatto questo video sulla Commissione europea e ho ottenuto 70mila condivisioni e 2 milioni di visualizzazioni su Facebook. Nel prossimo punto a 200mila condivisioni.

Lo fai per le condivisioni? È quello lo scopo finale?
No, no, non lo faccio per le condivisioni. Lo scopo è satira, comicità e critica sociale. Voglio che la gente si accorga che è facile diffondere le fake news e condividere un video comico credendo che sia vero. I miei sono video palesemente comici perché li faccio apposta in modo che la gente se ne accorga, ma per quanto io mi impegni, vengono spesso condivisi seriamente.

Per te cos’è la satira?
È prendere in giro dei comportamenti umani classici. Come ad esempio esagerare i sospetti che la gente ha già. Il fatto che in Europa ci sia un complotto è un sospetto che la gente ha, e io l’ho esagerato in modo caricaturale.

Che tipo di commenti ricevi?
Vorrei prima spiegare una cosa. Solitamente, la gente che commenta è quella che non ci crede. Perché quella che ci crede condivide senza commentare. È per questo che di solito trovi un video che ha 60mila condivisioni di gente che ci crede, e 4mila commenti di gente che non ci crede.

Secondo te perché ci credono?
Perché vogliono crederci. La causa e l’effetto sarebbero da invertire. Come i No Vax: loro vogliono credere che i vaccini facciano male e quando tu gli spieghi che i vaccini in realtà non fanno male, loro non vogliono crederti e si inventano altre scuse per dirti che fanno male. Quando ho visto il video del nostromo dell’Aquarius di Saolini per la prima volta, e gli ho sentito dire che a bordo c’erano le slot machine, gli open bar e le discoteche, ho detto: “No va beh questo non possono condividerlo, è troppo palese che sia un fake”. 164mila condivisioni. C’è un problema proprio. Non puoi dare la colpa a Saolini, non puoi dire che Saolini mette in giro fake news quando si dice, cazzo, che ci sono l’open bar e la discoteca a bordo dell’Aquarius. È ovvio che è uno scherzo, altrimenti allora puoi anche dire che Crozza, che fa satira, in realtà diffonde fake news. No.

E allora perché siti come DavidPuente e Butac sentono la necessità di debunkare video come i tuoi?
Dal loro punto di vista hanno anche ragione, perché se un video comico alla fine diventa virale tra la gente che ci crede è un loro compito. Anche se poi molti dicono: “Beh, allora a ‘sto punto debunka anche Lercio”. Anche fare debunking del nostromo dell’Aquarius potrebbe sembrare stupido, perché se uno ti dice che c’è il casinò a bordo dell’Aquarius è ovvio che scherza. Eppure, eppure… la gente ci crede.

Quando posti un video, e sai già che un buon numero di persone prenderà seriamente quello che dici, non ti sembra di sfruttare l’ingenuità di queste persone per ottenere più condivisioni e visibilità?
Mi rendo conto che alcuni condividano credendoci veramente, ma non posso farci niente. Anche nel video della Commissione europea, alla fine nella descrizione ho scritto “video satirico”.

Però lo hai aggiunto ore dopo, all’inizio la descrizione era: “Clamorosa rivelazione di un impiegato del Parlamento Europeo!”
Sì un’ora dopo. E dopo ancora ho cambiato completamente e ho scritto: “Chiunque abbia condiviso questo video falso nella propria bacheca dovrebbe imparare a distinguere le fake news dalle notizie reali”. Dopo aver scritto quello, ha fatto altre 30mila condivisioni.

Però sembra quasi una giustificazione. Nel momento in cui tu lanci un video così, e sai benissimo che alcuni ci crederanno, aggiungere in un secondo momento “video satirico” non è solo un modo per giustificarsi per aver scatenato un casino online?
Anche. Ma il video era satirico, la pagina è sempre stata comica.

Come scegli i temi? Perché proprio un impiegato della Commissione Europea?
Perché era legato alle notizie di quei giorni. Erano successi i casini con l’Europa e la manovra…

Dunque cavalchi l’attualità?
Sì, la gente di solito condivide di più anche ironicamente i video che parlano di attualità.

Ma tu cosa vuoi fare da grande?
Io già lavoro.

Sì, ma se dovessi pensare a te fra dieci anni, chi vorresti essere?
Il Presidente del Consiglio.

Ahah! Sei ironico anche in questo caso?
No. Sono serio. È una possibilità. Ho il mio partito, il “Partito Anarco-Capitalista italiano”. Non lo abbiamo ancora registrato come partito però, mancano i soldi e le firme. C’è solo la pagina Facebook per ora.

Quali sono gli ideali alla base del tuo partito?
Libertà economica individuale. Privatizzazioni. Basta Stato, solo privati. Libertà individuale, diritti civili.

Hai degli adepti?
Nel partito sì, molti. Beh, si chiamano elettori.

Vi incontrate anche dal vivo?
Non ancora. Però la pagina è cresciuta molto. Per ora siamo 3400.

Ma tu ti definiresti un troll?
Sì sì.

E cos’è un troll?
Un fenomeno da baraccone, uno che provoca.

Ti leggiamo un commento a un tuo video: “È solo una bufala di un povero cretino che vuole un attimo di notorietà diffondendo stupidaggini”. Come rispondi?
Un attimo di notorietà no. Perché nel mio curriculum ci sono gruppi, pagine, vari video. Se volessi un solo attimo di notorietà, avrei fatto un solo video. Mentre ormai è una serie tv praticamente.

Quindi non neghi di essere alla ricerca di notorietà?
Non lo nego.

Sotto i tuoi video compare più volte un commento: “Non me ne frega niente se questo video è finto, quello che dice è vero”.
Sì è vero. Ma cosa devi dire a quella gente? Io non posso prendermi la responsabilità del ritardo mentale di altre persone. Mi dispiace per loro. Si tende sempre a dare la colpa a chi ha postato il video, no? Però ricordiamoci che ogni persona è maggiorenne e responsabile per le sue azioni. Se sotto un mio video qualcuno ad esempio minaccia di morte qualche politico, perché ha visto il video, si è incazzato, ci ha creduto e dice: “bisogna ammazzarli”, è lui che l’ha detto. Non puoi dire che io l’ho aizzato a dire certe cose perché non è vero.

Però il video l’hai postato tu.
Sì, ma come fa a essere colpa mia?

Non pensi di contribuire al caos e alla disinformazione che ci sono su internet con i tuoi video?
No. Una persona è libera di postare i video satirici che vuole. Se poi dicono che sposto voti, non è vero.

Ah, ne sei sicuro?
Sì, e se li sposto al limite ci faccio guadagnare il PD, perché, due giorni dopo il video della Commissione europea, nei sondaggi il PD ha preso più 1,5%, mentre Lega e M5s hanno perso il 2%. Non dico che sia stato a causa del mio video, ma a quelli che dicono che faccio aumentare i voti della Lega mostro i dati.

Ma vale la pena di fare questi video?
È divertente.

E il divertimento batte tutto il resto?
Quale resto?

Ad esempio le persone che non capiscono, e ti scrivono attaccandoti…
Ha funzione anche educativa. È come un vaccino, è come dirgli: “Guarda, questo è un troll, la prossima volta che ne vedi uno che dice certe cose stai più attento”. Però se continuano a crederci è perché vogliono crederci.

Ma quell’orribile parrucca dove l’hai trovata?
Amazon, 9,90€. Ne ho prese tre: quella di Diego Padovelli che è la stessa dell’avvocato degli ex parlamentari, quella di Guetti, e poi una da Caparezza che devo ancora usare. 30€ per 3 parrucche è un buon investimento.

Qual è il peggior commento che hai ricevuto?
Nella pagina Sebastiano Ingrossi, che è uno dei miei fake – tutti i miei fake sono nomi di dj modificati, ci sono anche Davide Guetti e Stefano Angelli – uno mezz’ora fa mi ha scritto: “Ingrossi, sei una monnezza immonda, spero che qualcuno ti pianti una coltellata negli occhi”. Io rispondo sempre dicendo: “Adesso parte la denuncia per minacce, si trovi un buon avvocato”. Rispondo in questo modo anche se poi non denuncio, così prendono paura. Gli do anche del lei così è più formale.

I tuoi genitori, i tuoi amici cosa dicono di questa tua attività?
I miei amici mi dicono che sono un grande. I miei dicono “Stai attento, vacci piano”.

Di cosa sono preoccupati?
Che mi metta nei casini per qualche motivo, ma io non ho mai diffamato nessuno. Se qualcuno mi denuncia posso andare in tribunale anche senza avvocati. Poi c’è anche gente che dice che ricevo denaro dai partiti per fare propaganda… no, non mi paga nessuno purtroppo.

Ma tu conosci qualcuno che viene pagato per farlo?
Si dice che tutta la campagna contro l’Europa sia finanziata dalla Russia. Non so se è vero, ma non credo ci siano tutte queste persone che fanno propaganda gratis.

Sarebbe interessante intervistare qualcuno che trolla per lavoro…
Non risponderebbero mai, perché è illegale. Però potete fare un’intervista fake. Prendete un vostro amico, raccontate che è un hacker di Putin, lo pixelate, e gli fate dire quello che volete.

No, mai nella vita. E poi se tutti facessero così, la gente non capirebbe più cosa è vero e cosa no! Senti, ma ti hanno mai bloccato su Facebook?
Sono sempre bloccato. Ormai il profilo di Mirko Bortolotto non lo uso mai, uso Mirko Fragogiannis. Perché, ogni volta che succede qualcosa, Facebook ti blocca per 30 giorni, anche senza motivo. Facebook è fatto molto male in questo senso, infatti la gente lo sta abbandonando, stanno andando tutti su Instagram. Io aspetto che Facebook muoia e poi ci penserò.

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