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Mentre l’Italia è a corto d’acqua, Roma sta andando a fuoco

La siccità, le temperature record – ieri sono stati sfiorati i 40 gradi – e le forti folate di vento stanno proiettando la Capitale in uno scenario da distopia: da ieri, i roghi che hanno richiesto l'intervento urgente dei vigili del fuoco sono stati 9, mentre gli interventi totali svolti dal comando dei pompieri hanno superato la soglia dei 400

Un rogo che ha preso corpo in via degli Estensi lo scorso 22 giugno. Foto di Andreas SOLARO / AFP via Getty Images

Le immagini di Roma che stanno circolando nelle ultime ore fanno impressione, tra colonne di fumo visibili da chilometri e intere aree verdi inghiottite dalle fiamme.

La siccità, le temperature record – ieri sono stati sfiorati i 40 gradi – e le forti folate di vento stanno proiettando la Capitale in uno scenario di pura distopia. Per innescare le fiamme basta pochissimo: un mozzicone di sigaretta buttato a terra distrattamente può trasformarsi nell’anticamera dell’inferno.

In rogo più preoccupante ha preso corpo nel primo pomeriggio di ieri nella zona Ovest della città, in via Bosco Marengo. Le fiamme, alimentate dalle folate e dall’esplosione di alcune bombole GPL conservate nei capannoni industriali che puntellano l’area, le hanno oltrepassato il campo nomadi della Monachina fino a raggiungere una colonia estiva, per fortuna evacuato velocemente dagli animatori che hanno portato in salvo i 33 bambini. L’aria irrespirabile, però, ha intossicato più di 40 persone, fra cui anche 5 poliziotti intervenuti nelle operazioni di soccorso, mentre una mamma e un bambino sono stati trasportati d’urgenza al policlinico Agostino Gemelli, dove sono stati ricoverati.

Qualche ora dopo, Ostia, un incendio ha devastato una grossa area di vegetazione vicino via dell’Idroscalo e la Tor San Michele – anche in questo caso, le inalazioni di fumi tossici non sono mancate: l’incendio, infatti, ha portato alla combustione di cumuli di rifiuti, pneumatici e plastica.

La situazione è così grave che le sole forze attive nel territorio capitolino non sono sufficienti per tamponare l’emorragia: da ieri i roghi che hanno richiesto l’intervento urgente dei vigili del fuoco sono stati 9, mentre gli interventi totali svolti dal comando dei pompieri hanno superato la soglia dei 400. Per rendere le operazioni di spegnimento più tempestive, sono stati richiesti rinforzi dai comandi di Abruzzo, Campania, Toscana, Umbria.

Purtroppo, lo scempio a cui stiamo assistendo non è altro che il presente e il futuro dei cambiamenti climatici: il surriscaldamento senza soluzione di continuità del nostro Pianeta sta amplificando gli effetti della siccità, rendendo gli enormi incendi boschivi qualcosa di comune. Quello di Roma, infatti, non è un caso isolato: come ha riportato l’Agi, dal 15 al 27 giugno sono stati 10.336 gli interventi per incendi boschivi e di vegetazione in genere, 1.011 in più (10,8%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono stati impegnati complessivamente più di 45mila vigili del fuoco e 17mila mezzi, per un totale di circa 10mila ore d’intervento. Nello stesso periodo dello scorso anno furono 43mila i vigili e 16.648 i mezzi impiegati, mentre le ore di intervento si attestavano attorno alle 9mila.