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Mattarella ha respinto le dimissioni di Draghi

Almeno fino alla settimana prossima, Draghi rimarrà formalmente il presidente del Consiglio in carica: mercoledì parlerà alle camere, e per il momento non è chiaro se confermerà le dimissioni o se, per allora, la crisi sarà rientrata

Foto: Michele Tantussi/Getty Images

Il Quirinale ha deciso di rimandare di qualche giorno la crisi innescata dalla scelta del Movimento 5 Stelle che, oggi, non ha votato la fiducia al governo, seguendo la linea dettata da Giuseppe Conte nella serata di ieri.

La presidenza della Repubblica ha infatti diffuso una nota in cui ha spiegato che Mattarella «non ha accolto le dimissioni» di Draghi, invitandolo «a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione».

Quindi, almeno fino alla settimana prossima, Draghi rimarrà formalmente il presidente del Consiglio in carica: mercoledì parlerà alle camere, e per il momento non è chiaro se confermerà le dimissioni o se, per allora, sarà successo qualcosa che avrà cambiato la situazione.

Ieri sera Conte, parlando ai gruppi parlamentari durante un discorso trasmesso in diretta streaming, aveva dichiarato che “fin da quando il decreto Aiuti è stato portato in Consiglio dei ministri, abbiamo spiegato le nostre ragioni contrarie” e che, quindi, “con le medesime lineari, coerenti motivazioni” di quanto fatto alla Camera, domani al Senato “non parteciperemo al voto”, incassando la standing ovation dei parlamentari del M5s e aprendo, di fatto, a una crisi di governo – la terza nel corso di questa legislatura – che la maggior parte degli osservatori aveva ritenuto improbabile a causa dell’autorevolezza dell’ex presidente della Banca Centrale Europea. Oggi il governo ha ottenuto la fiducia a palazzo Madama ma i senatori del Movimento, come annunciato, sono usciti dall’Aula, spingendo Draghi a salire al Colle per un confronto con Mattarella, al termine del quale l’attuale premier ha presentato le dimissioni: tutto rimandato a mercoledì, quindi.