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Massimo Bordin è morto, era la voce di Radio Radicale

Poco fa l'annuncio sull'emittente: l'ex direttore se ne è andato a 67 anni. Le sue rassegne stampa e le sue conversazioni con l'amico Marco Pannella sono state compagne di ogni "malato" di politica in Italia

“È morto poco fa a Roma Massimo Bordin, è davvero con immenso dolore che diamo questa comunicazione che non avremmo mai voluto dare”, con questo messaggio in diretta poco fa Radio Radicale ha dato la notizia della scomparsa del giornalista, la voce più celebre dell’emittente e una delle più importanti nel racconto della politica degli ultimi anni. “Era malato da tempo e aveva chiesto di poter vivere e lottare contro questa malattia nel massimo riserbo, e noi abbiamo rispettato la sua scelta”, ha aggiunto il conduttore, che ha poi mandato in onda il Requiem di Mozart, “che tante volte ha preceduto la sua unica e splendida rassegna stampa”.

Nato a Roma nel 1951, dopo una gioventù nella sinistra extraparlamentare, è stato direttore di Radio Radicale, di cui ha curato per una vita intera la lettura dei giornali, appuntamento fisso per gli appassionati delle “cose di palazzo” in Italia. La sua voce era riconoscibile dopo poche sillabe, sempre informata e caustica nell’analisi dell’attualità. Amico di Marco Pannella, con cui teneva in onda conversazioni settimanali e con cui erano frequentissime le litigate furibonde, aveva anche una rubrica fissa sul foglio dal nome Bordin Line

La morte di Bordin arriva in un momento molto particolare per Radio Radicale, realtà unica nel panorama italiano. Il 21 maggio, infatti, scade la convenzione con il governo per la trasmissione delle attività istituzionali, fondamentale per il prosieguo dell’attività dell’emittente.

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