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Ma quindi Kim Jong-un è ancora vivo?

Il leader della Corea del Nord non compare in pubblico da qualche giorno, e i media di tutto il mondo si sono già scatenati: chi dice che è morto, chi che è in coma, chi che è stato operato e ora è grave

MANAN VATSYAYANA/AFP via Getty Images

Lo scorso 15 aprile in Corea del Nord si è festeggiato il Giorno del Sole, la festività più importante del Paese che celebra il compleanno del fondatore e primo presidente Kim Jong-il. Per l’occasione, ogni anno i massimi esponenti politici nordcoreani, leader in testa, vanno a portare dei fiori al Mausoleo di Kim Jong-il. 

Solo che quest’anno qualcosa non è andato come al solito: il leader nordcoreano Kim Jong-un non ha partecipato alla cerimonia. Non compare nelle foto ufficiali e ha mandato soltanto una corona di fiori con il suo nome. È la prima volta nella storia del Paese che il leader manca a questa commemorazione.

La strana assenza è stata subito notata da diversi analisti specializzati nello studio della politica interna della Corea del Nord e ha scatenato una serie di speculazioni sul motivo. In breve – come sempre accade quando in Corea del Nord succede qualcosa di rilevante – a queste ipotesi si sono aggiunte quelle dei servizi segreti statunitensi, della stampa americana e di quella sudcoreana.

La CNN, citando fonti di intelligence statunitensi, ha scritto che l’operazione è andata male e Kim è in “grave pericolo”. Diversi altri siti hanno scritto che è in coma, o addirittura che è già morto. In realtà, c’è anche chi ha versato acqua sul fuoco: fonti ufficiali sudcoreane per esempio hanno negato che Kim sia in pericolo di vita, in coma o morto, mentre il sito sudcoreano specializzato in affari nordcoreani Daily NK ha scritto che Kim Jong-un è stato operato ed è convalescente. La nostra Ansa, da parte sua, ha riportato le voci sullo stato di salute precario del leader.

Ma nonostante le smentite, le voci non sono cessate – anzi, sono così diffuse che suoi media occidentali si è cominciato a parlare di un possibile “dopo Kim Jong-un”, con articoli che si chiedono chi potrebbe prendere il suo posto come leader se dovesse morire. 

Tutto questo anche se la sparizione di Kim non è qualcosa di nuovo: già nell’estate 2014 non si erano avute più sue notizie per un mese e mezzo, finché non era ricomparso a ottobre con un bastone – anche in quel caso dopo un’operazione, visto che sono ben noti i suoi problemi di salute aggravati dalla sua obesità. 

In questo caso, certo, c’è l’elemento della celebrazione saltata. Ma niente fa presagire che Kim possa essere effettivamente morto o stare per morire e i media che ne parlano, almeno per il momento, stanno ricadendo nel solito errore quando si tratta di affari nordcoreani: non voler accettare che quando si tratta di Corea del Nord non si può essere sicuri di nulla.

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