Lo Sgargabonzi è stato assolto perché «il fatto non costituisce reato» | Rolling Stone Italia
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Lo Sgargabonzi è stato assolto perché «il fatto non costituisce reato»

Lo scrittore comico e collaboratore di Rolling Stone era stato denunciato per diffamazione dalla madre di Denise Pipitone, in un caso che aveva scatenato un dibattito sulla satira e la libertà di espressione

Un'apparizione televisiva dello Sgargabonzi nel programma "Una pezza di Lundini"

Oltre a essere un collaboratore fisso di Rolling Stone con la sua rubrica “Conglomerandocene”, Lo Sgargabonzi – al secolo Alessandro Gori – è uno dei migliori comici italiani. Da più di 15 anni tiene un blog di culto, fa spettacoli teatrali, è apparso in tv nel programma Una pezza di Lundini e ha scritto un libro, Jocelyn uccide ancora, edito da minimum fax nel 2018. Si può dire che abbia inventato un genere di comicità molto particolare, con frequenti rimandi alla cultura pop e alla cronaca nera, cambi di punto di vista, strati su strati di ironia. 

Non sempre però la sua comicità è compresa – e un esempio recente è il caso che l’ha visto imputato per diffamazione e che ha scatenato un acceso dibattito su comicità e libertà di espressione in Italia.

A denunciare Gori è stata Piera Maggio, la mamma di Denise Pipitone. La vicenda risale al 2014: per promuovere un evento dal vivo, Gori aveva scritto sui social alcune frasi ironiche che coinvolgevano Piera Maggio. Le frasi in questione sono “Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, nuovo volto del spot Lerdammer”, “Stasera al supermercato ho visto la signora Piera Maggio, madre di Denise Pipitone, la bimba scomparsa qualche anno fa. Così sono andato a riempirmi il carrello con un sacco di roba (bibite, sottaceti, il carciofotto Ponti, pane integrale, fecola, affettati, noce moscata, una torta alla meringa eccetera) e gliel’ho portato dicendole: …e non voglio più vedere quel faccino triste. E poi me ne sono andato senza aspettarmi chissà quale roboante ‘encomio’ ma felice di aver fatto un piccolo gesto bello. E’ una goccia nel mare, certo…” e una terza comparsa sulla locandina dell’evento: “Curiosità pruriginose su Denise Pipitone con diapositiva e Simmenthal – Giovanni Falcone: il Renato Rascel dell’antimafia?”. Lo spettacolo non si era poi tenuto, perché i legali di Maggio avevano presentato una diffida. 

Il problema principale dello Sgargabonzi è che, fuori contesto, la sua comicità è difficile da percepire come tale. Durante la prima udienza, lo scorso 15 novembre, Maggio aveva detto che leggendo quelle frasi aveva percepito un’offesa a lei e alla figlia scomparsa, mentre l’avvocato di Gori ha detto che l’intento non era diffamatori ma “voleva essere una critica nei confronti del sistema televisivo che strumentalizza il dolore di una madre per la scomparsa di sua figlia”. Il comico stesso si era scusato con Piera Maggio, dicendo che le sue battute erano una critica del “circo mediatico” che si era scatenato intorno alla drammatica vicenda della scomparsa di Denise Pipitone.

Oggi il giudice si è pronunciato per l’assunzione del comico, assoluzione chiesta dalla stessa pm nell’ultima udienza del processo, perché “il fatto non costituisce reato”. Le frasi dello Sgargabonzi “rientrano nella sfera della satira” e, come spiega a Rolling Stone lo Sgargabonzi via telefono: “L’elemento soggettivo è insufficiente. Se una persona si sente offesa non è detto che tu l’abbia offesa, quello c’è da provarlo. E hanno visto che non ho offeso nessuno.”

“Io ho spiegato che quello che scrivo è il sottoprodotto dell’informazione, degli slogan, dei titoli sensazionalistici, del menefreghismo travestito da solidarietà, degli automatismi di pensiero, della retorica, dei meccanismi manichei della cronaca”, prosegue Gori. “Ho spiegato che con lo Sgargabonzi non faccio altro che sminuzzare queste cose e riassemblarle in una forma diversa. Riproponendole in una forma che abbia un retrogusto di tutto ciò che è deteriore di tutto questo. Io mi sono chiesto ‘perché il pubblico che guarda Chi l’ha visto con la bava alla bocca, solleticando i propri istinti peggiori, dopo un’ora di trasmissione si sente migliore? Perché quel pubblico lì va bene e io che faccio il verso a quel pubblico lì no?'”.