L’invasione di campo durante la finale dei Mondiali è stata rivendicata dalle Pussy Riot

Il collettivo la definisce una performance, "Policemen enters the Game", e chiede la liberazione dei prigionieri politici e l'inizio di una vera competizione democratica in Russia.

Quattro membri del gruppo di protesta russo delle Pussy Riot hanno invaso il campo durante il secondo tempo di Francia – Croazia, la finale dei mondiali 2018, con l’intenzione di “fermare gli arresti illegali” durante le manifestazioni e “liberare tutti i prigionieri politici” della Russia.

Secondo la ricostruzione di Associated Press, al cinquantunesimo minuto della partita, a Mosca, le donne del movimento sono entrate in campo travestite da vecchi poliziotti russi, causando oltre un minuto di interruzione di gioco. Una di loro è riuscita a battere il cinque con un incredulo Kylian Mbappé, un’altra è stata bloccata da un giocatore della croazia.

Le Pussy Riot hanno subito rivendicato l’azione sui social media, definendola una “performance artistica” intitolata Policemen enters the Game.

“Alcuni minuti fa i membri di Pussy Riot si sono esibiti durante la finale di Coppa del Mondo”, ha scritto il collettivo. “Oggi sono 11 anni dalla morte di Dmitriy Prigov, un grande poeta russo. Prigov ha introdotto nella cultura russa la figura di un poliziotto celeste”. Nel comunicato si fa riferimento al regista ucraino Oleg Sentsov, imprigionato per aver protestato contro il governo e impegnato in uno sciopero della fame.

Insieme al comunicato, il collettivo ha fatto un elenco di richieste, tra cui una competizione politica aperta in Russia e la liberazione dei prigionieri catturati ingiustamente durante le manifestazioni e, addirittura, per un like su Facebook.