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L’impeachment di Trump è definitivamente fallito

I senatori repubblicani, tranne Mitt Romney, sono rimasti fedeli al presidente e hanno votato contro l'impeachment

SAUL LOEB/AFP/Getty Images

La saga durata mesi sull’impeachment di Donald Trump si è finalmente conclusa ieri e, come tutti si aspettavano, si è conclusa con un fiasco per i democratici: il senato ha votato contro e il Trump rimarrà presidente.

Entrambe le accuse formulate – abuso di potere e ostruzione ai lavori del Congresso – sono state respinte dal Senato. Il voto si è diviso lungo linee di partito, con i democratici che hanno votato a favore dell’impeachment e i repubblicani che hanno votato compatti contro l’accusa di ostruzione ai lavori del Congresso e quasi compatti – tranne uno, Mitt Romney – contro l’accusa di abuso di potere.

La Camera aveva già votato a favore dell’impeachment di Trump per lo scandalo legato ai suoi legami con l’Ucraina: il presidente avrebbe usato i finanziamenti militari al paese per fare pressioni sul nuovo presidente ucraino Zelensky perché aprisse un’indagine per corruzione contro l’ex vicepresidente e candidato alle primarie democratiche Joe Biden.

Per rimuovere Trump dalla sua posizione di presidente sarebbe stata necessaria una maggioranza di due terzi dei senatori, un risultato che fin da subito era apparso irraggiungibile per via della fedeltà dei repubblicani al presidente. Da parte loro i democratici contavano sul fatto che un mancato impeachment di Trump avrebbe costituito un pericoloso precedente, un assegno in bianco ai futuri presidenti per considerarsi al di sopra della legge.

Subito dopo il voto negativo del Senato, Trump ha festeggiato postando questo meme su Twitter – una serie di cartelli elettorali che estendono la sua presidenza fino al 2024, 2028, 2088, 2400, 40000 e addirittura “4EVA”.