L’FBI ha perquisito la casa di Donald Trump in Florida | Rolling Stone Italia
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L’FBI ha perquisito la casa di Donald Trump in Florida

Ieri gli agenti federali hanno fatto irruzione a Mar–a–Lago, l'enorme villa di Palm Beach che il Tycoon ha acquistato nel 1985, nell'ambito di un'indagine relativa al recupero di diversi documenti che Trump avrebbe portato con sé al termine del suo mandato, tra cui alcuni dossier relativi all'assalto al Congresso

AP Photo/Evan Vucci

Sono ore parecchio tribolate per la politica americana, con l’ennesimo scandalo che potrebbe travolgere Donald Trump e portare alla luce nuovi particolari sulle metodologie opache che hanno caratterizzato la sua attività di governo.

Ieri l’FBI ha infatti perquisito Mar-a-Lago – l’enorme villa di Palm Beach, in Florida, che il Tycoon ha acquistato nel 1985 – nell’ambito di un’indagine relativa al recupero di alcuni documenti che il 45esimo presidente degli Stati Uniti avrebbe portato con sé al termine del suo mandato. Ne ha dato notizia lo stesso Trump in una nota ufficiale, denunciando che la sua «bella casa» fosse stata «occupata da un folto gruppo di agenti dell’FBI».

La perquisizione è iniziata al mattino, ma ha catalizzato l’attenzione mediatica soltanto nel tardo pomeriggio, quando l’ex presidente ha puntato il dito contro la «cattiva condotta dell’accusa» e l’emittente conservatrice Fox News – notoriamente vicina a Trump – ha dato il via a una campagna indirizzata a calare l’ex presidente nei panni dell’imprenditore innocente perseguitato dalla giustizia su diretto mandato dei Democratici.

La questione relativa ai documenti riservati che Trump potrebbe aver nascosto nei locali di Mar-a-Lago tiene banco da alcuni mesi: a gennaio, la National Archives and Records Administration (NARA), un’agenzia del governo degli Stati Uniti incaricata di conservare la documentazione prodotta dalle diverse amministrazioni, aveva accusato Trump di aver portato via dalla Casa Bianca alcuni dossier riservati, violando in tal modo il Presidential Records Act, una legge federale che obbliga i presidenti a consegnare alla stessa NARA tutti i documenti realizzati dalla propria amministrazione per la catalogazione – le preoccupazioni della NARA sono rafforzate dal fatto che, tra le carte che Trump avrebbe nascosto in Florida (contenute nei famosi “15 scatoloni”), rientrerebbero anche dei documenti “classified”, ossia coperti da segreto. Secondo l’agenzia, tra i documenti ce n’erano anche di relativi all’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, che erano stati consegnati prima ai National Archives e poi alla commissione della Camera che sta indagando su quei fatti: sempre secondo la NARA, Trump avrebbe strappato quei documenti dopo averne preso visione e, successivamente, avrebbe ordinato ai suoi collaboratori di ricomporli con del nastro adesivo.

Dopo essere venuti a conoscenza dei fatti, i sostenitori dell’ex presidente degli Stati Unitisi sono riuniti fuori dal resort Mar-A-Lago in segno di solidarietà verso il loro leader. Il blitz, il primo di questo genere nella storia americana, potrebbe portare a un’accelerazione del percorso politico di Trump, sempre più deciso a presentare la propria candidatura per le presidenziali del 2024. «I democratici vogliono fermarmi a ogni costo – ha detto – anche alla luce dei recenti sondaggi». «Io – ha aggiunto – mi sono opposto alla corruzione burocratica di Washington, ho ridato il potere al popolo e continuerò a combattere per il nostro grande popolo americano». I temi per la nuova campagna elettorale ci sono già tutti.