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Le peggiori esultanze di destra per l’affossamento del ddl Zan

Gli applausi in aula, Calderoli che ha detto "ci ho proprio goduto", Il Giornale che titola "fine del delirio gender". Ecco le peggiori reazioni di destra all'affossamento del ddl Zan

Ieri una votazione al Senato ha scritto di fatto la parola fine sul controverso ddl Zan – il disegno di legge contro omolesbobitransfobia che tanto aveva fatto discutere quest’estate e che era già stato approvato alla Camera e che la destra italiana aveva sempre ostaggiato agitando lo spauracchio della “ideologia del gender” e della “criminalizzazione delle opinoni” che sarebbero stati i frutti dell’entrata in vigore della legge. Da parte della sinistra, invece, il ddl Zan era diventato una sorta di simbolo e quella per la sua approvazione era diventata una battaglia identitaria per cui non si doveva scendere a nessun compromesso.

Dato questo clima di scontro tra “bene” e “male” – con ciascuna delle due parti politiche che identificava se stessa con il bene e gli avversari con il male – era naturale che, passato o bocciato il ddl Zan, si avessero reazioni da stadio nella parte politica vincente. Ed è proprio quello che è successo.

Ieri pomeriggio, dopo la votazione, è girato molto sui social un video ripreso dalla senatrice del PD Caterina Bitiall’interno dell’aula, che mostrava i festeggiamenti della destra per la vittoria nella battaglia sul ddl Zan: applausi scroscianti e urla di gioia che sono diventati virali proprio perché, da sinistra, sono stati associati all’aver negato dei diritti a una fetta  della popolazione italiana.

Ma oltre al video dei festeggiamenti, ci sono state diverse altre reazioni scomposte alla morte in aula del ddl Zan. Intervistato dal Corriere della Sera il leghista Roberto Calderoli – vicepresidente del Senato, e tra i principali responsabili della vittoria parlamentare di ieri delle destre – si è fatto gli applausi da solo per il risultato dela votazione: “ci ho proprio goduto”, ha detto. “Loro, semmai, avrebbero dovuto aspettarselo. E invece hanno fatto come quello che si aspetta di avere il paracadute e invece ha preso uno zaino, pieno di lattine di carne in scatola. Perché si può anche andare sotto di uno o due voti. Ma qui sono stati 23”, ha spiegato parlando della sinistra.

Sempre da parte leghista, pochi minuti dopo l’affossamento del ddl Zan in Senato sui canali social di Silvia Sardone – europarlamentare e consigliera comunale di Milano – è comparso un post che celebrava la vittoria e che ha scatenato un polverone: nell’immagine c’erano il segretario del PD Enrico Letta e il deputato Alessandro Zan, promotore della legge, circondato da un alone rosa molto simile a quello di un famoso spot degli anni Ottanta e Novanta sull’AIDS. Poco dopo, quando erano già partite le prime polemiche, il post è stato modificato.

 C’è poi il capitolo giornali di destra. Le prime pagine di oggi di Libero Il Giornale sono esultanti.

“Piange il Pd. Che bello”, titola il primo, che esalta il centrodestra e parla di vittoria del libero pensiero – in riferimento alla bufala diffusa da destra secondo cui il ddl Zan avrebbe introdotto la censura rispetto a determinate opinioni. Il Giornale è ancora più esplicito: “Fine del delirio gender” è il titolo a tutta pagina.

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