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L’attacco ai diritti dei trans in Italia è cominciato

Vladimir Luxuria ha parlato in tv di identità di genere davanti a un pubblico di bambini, e ha suscitato polemiche. Perché c'è chi nel nostro Paese vuole tornare indietro, e oggi è al potere

Non si sa se la pietra dello scandalo sia stata la frase “io quando sono nato ero un maschietto ma sentivo dentro di me di essere una bambina”, oppure “ho capito che non si diventa così, si nasce così”. Fatto sta che la presenza di Vladimir Luxuria al programma Alla lavagna non ha mancato di generare polemiche. “Inaccettabili le lezioni di gender a una classe di bambini”, ha commentato il senatore leghista Simone Pillon (quello della contestata legge su separazione e affido, ndr).

Alla lavagna è un preserale di RaiTre, adattamento di un format francese. Aveva già scatenato dibattito durante la puntata d’esordio di questa stagione, ospite il ministro degli Interni Matteo Salvini che aveva fatto una piccola lezione di sovranismo a una classe di bambini dai 9 ai 12 anni. Poi era toccato a Danilo Toninelli, e dalla propaganda si era passati alla farsa (su precise indicazioni ai pargoli da parte della famiglia Benetton).

In generale vedere dei bambini “usati” dai politici mette sempre un po’ di inquietudine, e non solo se a strumentalizzare è questo governo. Ma il caso di Luxuria – primo parlamentare transgender della storia italiana – è completamente diverso. Qui il tema è il bigottismo, il tentativo di negare la possibilità di mutare la propria identità di genere: un’opzione che, probabilmente, ferisce Pillon e nessun altro bambino all’ascolto.

«Che i piccoli capiscano meglio di Pillon è quasi scontato», scherza Porpora Marcasciano, storica attivista e presidente onorario del Movimento identità transessuale. «Chiunque, se vuole, ha gli strumenti per comprendere come stanno le cose, il problema è una comunicazione martellante e deviata che mira solo ad attaccarci». Alle polemiche era preparata, perché «non sono eccezioni, ma la quotidianità di questi tempi». E poi, storicamente, le rarissime volte che una trans è andata in tv «le sue parole sono state travisate e strumentalizzate».

Una figura come Vladimir Luxuria era riuscita, in parte, a rompere questo muro, a portare le vite comuni di molti transessuali in una dimensione pubblica. Ma oggi le cose stanno cambiando, di nuovo. «Perché a livello simbolico, da un punto di vista culturale e politico, lei rappresenta una categoria che, nella fantasia perversa dei bacchettoni, incarna traviamento e immoralità, la decadenza della nostra società. Quindi bisogna darle addosso».

Per Porpora Marcasciano, autrice di numerosi libri tra cui L’aurora delle trans cattive, le parole pronunciate da Luxuria non sono importanti. L’attacco sarebbe avvenuto a prescindere. «Se avesse detto quelle cose 15 o 20 anni fa nessuno avrebbe alzato il dito, ma oggi ha preso il sopravvento in Italia e nel mondo (le idee di Trump in merito sono fin troppo esplicite, ndr) una linea conservatrice dettata da uomini e gruppi che credono di dover ristabilire l’ordine dando retta al loro moralismo. Ci accusano di sovversione, ma è tutto nella loro testa».

Vi ricordate qualche tempo fa le polemiche infinite sull’ideologia gender nelle scuole e il tentativo di “omosessualizzare” i bambini, picconando la famiglia tradizionale? Ecco, quella roba lì. «Così come alla tv, le trans – ma anche gay e lesbiche – non hanno mai avuto accesso alle scuole, quindi sentire parlare di lobby nei nostri confronti fa ridere. È la favola del lupo che accusa l’agnello di sporcargli l’acqua. Certa gente è mossa da un’ignoranza abissale».

Solo che oggi alcuni di loro sono al governo, e le loro parole contano. «Con il risultato che certi temi e atteggiamenti sono completamente sdoganati. Perché pensarci due volte a dire certe cose, se hai un ministro della Famiglia come Fontana e un senatore come Pillon, che si inventa mozioni contro la stregoneria nelle scuole? Bentornati nel Medioevo».

Non c’è da stupirsi se poi, conclude Porpora Marcasciano, c’è chi passa all’azione. «Esiste una regia doppia: i teorici attaccano su giornali (molto contestato è un recente articolo di Panorama sui diritti dei bambini trans) e tv, i gruppetti della destra estrema attaccano fisicamente (i casi di aggressioni a omosessuali in Italia sono in netto aumento, ndr)».

L’ultimo messaggio è per il Movimento Cinque Stelle, che nelle piazze LGBT c’è sempre stato. «Questo clima ha il tacito accordo del governo. I grillini devono dare dei segnali forti, perché la situazione è pesante. Se hanno una posizione diversa in merito, è il momento di esprimerla una volta per tutte. Altrimenti sono conniventi».

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