L’assurda “missione” all’ONU di Stefano Puzzer, leader anti-Green Pass | Rolling Stone Italia
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L’assurda “missione” all’ONU di Stefano Puzzer, leader anti-Green Pass

L'ex leader dei portuali di Trieste è diventato il volto del movimento no Green Pass italiano. E in questi giorni ha provato a farsi ricevere dall'ONU, ma è solo riuscito a far impazzire internet

Un mese e mezzo fa, durante le proteste di Trieste, il fronte del no al Green Pass trovava il suo leader nella persona di Stefano Puzzer, portavoce dei portuali in rivolta contro l’obbligo del certificato vaccinale sul posto di lavoro. Nel frattempo i riflettori su Trieste si sono spenti, ma a quanto pare Puzzer sembra aver deciso di trovarsi a suo agio nel ruolo di capopopolo. E così ha tentato un’altra mossa per far parlare di sé, una mossa diplomatica. Presentarsi alla sede dell’ONU di Ginevra per portare il caso dei portuali di Trieste contro il Green Pass di fronte alle Nazioni Unite.

Armato di un Falcone di documenti e di tanta determinazione, Puzzer ha provato a presentare una serie di denunce – tra cui una relativa allo sgombero dei manifestanti No Green pass dal Molo 4 di Trieste dello scorso 18 ottobre; e un’altra contro il daspo urbano che la Procura ha disposto nei suoi confronti il 2 novembre, quando Puzzer aveva organizzato in una “Protesta a oltranza” in Piazza del Popolo, a Roma, che non ha prodotto alcun risultato se non quello di impedirgli di soggiornare nella Capitale per un anno.

Ovviamente il suo tentativo si rivelato non solo un fallimento, ma un fallimento estremamente comico. Puzzer ha infatti raccontato nel dettaglio le sue peripezie burocratiche in un video che ha circolato parecchio in diversi gruppi Telegram, in cui ha spiegato che il “forum” a cui avrebbe dovuto partecipare in presenza è stato convertito in una conferenza in remoto. Dopo il danno, però, è arrivata anche la beffa: da quel momento in poi, infatti, per il portuale triestino “è iniziato un giro continuo tra cinque palazzi, dove ogni volta un funzionario ci diceva che doveva andare a protocollare le carte”. In particolare, “Uno di questi ci ha dato un appuntamento facendoci capire poi quello che non avrei mai creduto: questa organizzazione è una scatola vuota, cioè che non si preoccupa dei problemi come quelli nostri”.

Insomma, Puzzer è rimasto talmente deluso dall’esito della sua spedizione. A un certo punto, trovandosi di fronte a una statua di Gandhi, ha pensato che “se lui potesse lo porterebbe via da quel luogo perché non accetterebbe di essere messo là come simbolo di una scatola vuota”.

L’unico vero risultato conseguito dalla surreale giornata di andirivieni e incontri andati a vuoto vissuta da Puzzer a Ginevra è stato quello di intrattenere i social. Su Twitter è andato in trending topic il nome di Kofi Annan, ex Segretario generale dell’ONU morto nel 2018, per colpa di uno screenshot di un finto articolo del Fatto Quotidiano che metteva in scena l’incontro impossibile tra l’ex leader dei portuali e Annan.

Creato dalla pagina Facebook “Gente come noi – Stefano Puzzer” – una pagina satirica che fa il verso ai manifestanti No Green Pass e allo stesso Puzzer – il fotomontaggio ha fatto il giro e si è trasformato rapidamente in una trappola in cui hanno abboccato sia i sostenitori di Puzzer sia chi di Puzzer voleva ridere. Insomma, il caos, e un degno finale per l’ennesima iniziativa ai confini dell’assurdo del fronte No Green Pass italiano.