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L’Argentina ha legalizzato l’aborto, nonostante l’opposizione della Chiesa

Dopo 15 anni di campagne per il diritto all'aborto legale, sicuro e gratuito, è stata finalmente approvata una legge che lo rende tale

RONALDO SCHEMIDT/AFP via Getty Images

Come riporta il Post, dopo l’approvazione della Camera, anche il Senato argentino ha approvato ieri un disegno di legge che legalizza l’aborto – che prima era legale solo in caso di stupro o se la salute della donna era in pericolo. Già nel 2018 si era provato a legalizzare l’aborto, ma la legge non era passata al Senato: questa volta la proposta è passata dopo l’inserimento di alcune modifiche (come la possibilità dell’obiezione di coscienza) e il sostegno esplicito del governo.

Il nuovo progetto di legge viene da lontano: la Campagna nazionale per il diritto all’aborto legale, sicuro e gratuito, il cui simbolo sono i fazzoletti verdi, è infatti un movimento nato 15 anni fa per lottare per la legalizzazione dell’aborto. Negli ultimi anni il movimento aveva presentato al Congresso otto proposte di legge, tutte respinte.

La differenza sostanziale tra le proposte del movimento e quella diventata legge sta nella possibilità dell’obiezione di coscienza: rifiutata espressamente dal movimento come una “porta verso il mancato rispetto della legge”, è stata inserita nel testo per facilitarne l’approvazione al Senato. Le strutture private potranno di fatto aggirare la legge tramite il riscorso all’obiezione di coscienza individuale, ma ci sarà comunque l’obbligo di garantire il servizio trasferendo la paziente in una struttura pubblica.

Prima dell’approvazione della legge alla Camera c’erano state manifestazioni antiabortiste sostenute dalla Chiesa, e alla fine di novembre era intervenuto direttamente Papa Francesco scrivendo una lettera che ringraziava e sosteneva un gruppo di donne antiabortiste.

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