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La rivolta del reggaeton ha vinto: si dimette il governatore di Porto Rico

Dopo le proteste popolari contro l'omofobia, Ricardo Rossello lascia. Soddisfazione per Ricky Martin, Benicio del Toro, Daddy Yankee e le altre star contro il governo

Alcuni manifestanti anti-governativi a Porto Rico

Foto: Getty Images

Ricardo Rossello ha annunciato le sue dimissioni a partire dal 2 agosto. Dilaniato dai contenuti resi pubblici di una chat Telegram nella quale, con alcuni fra i suoi più stretti collaboratori, riservava commenti decisamente poco ortodossi su alcuni fra i temi più caldi e delicati dei nostri tempi. 889 pagine di chat contenenti battute ironiche sulle vittime dell’uragano Maria (più di 3.000 solo sull’isola), oltre a frasi misogine, razziste e omofobe. Fra i bersagli anche Ricky Martin, star locale («Un maschilista che va a letto con gli uomini perché le donne non sono all’altezza», affermava l’ormai ex governatore dell’isola caraibica).

Questo, per Porto Rico, territorio non incorporato degli Stati Uniti, è un momento storico: è, infatti, la prima volta che un governatore dell’ex colonia spagnola si dimette durante il suo mandato cedendo alla pressione del popolo.

La tensione era salita alle stelle nelle scorse settimane grazie alle numerose manifestazioni partite da San Juan, teatro di scontri tra la polizia e manifestanti imbufaliti, scesi in piazza proprio per chiedere le dimissioni di Rossello. Ad accendere la massima attenzione mediatica sulla questione, il supporto di Ricky Martin, Benicio Del Toro, insieme a Daddy Yankee, star delle reggaeton, genere musicale nato da quelle parti che sta impazzando in tutto il mondo. «Siamo stanchi del cinismo. Se la prendono con le donne, se la prendono con la comunità Lgbt, con le persone con disabilità. Poi c’è una corruzione assurda. Siamo stanchi. Non ce la facciamo più», ha dichiarato il cantante Ricky Martin.

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