La panchina “inclusiva” di Boeri divide. Aiuto ai senzatetto o visione snob di Milano? | Rolling Stone Italia
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La panchina “inclusiva” di Boeri divide. Aiuto ai senzatetto o visione snob di Milano?

Pensata per accogliere la sosta e il riposo dei camminatori urbani, ma anche come luogo protetto notturno per chi non ha una casa, ha acceso le polemiche: «Grande, altro che edilizia popolare»

La panchina progettata da Stefano Boeri

Dal bosco verticale alla panchina orizzontale, che sembra banale ma è dotata di tutti i comfort «per chi ha una casa e per chi non ce l’ha». È la nuova creazione di Stefano Boeri che sta facendo discutere, fra chi si congratula con l’innovativo architetto e chi, di contro, la vede soltanto come una idea un po’ snob.

Fatto sta che ne stanno parlando tutti e, quindi, il primo risultato lo ha già raggiunto. La sua particolare panchina è stata presentata al FuoriSalone di Milano, nell’ambito del progetto “Gentle-Touch of Re-Waste” di Rossana Orlandi, ed è stata pensata per i senza fissa dimora come simbolo di inclusione e accoglienza.

Lunga due metri, può contare su diverse innovazioni. Come un pannello mobile montato sullo schienale che diventa un riparo dal sole o dagli agenti atmosferici. Le sedute, invece, grazie all’ampia dimensione, sono in grado di trasformarsi in un letto per riposare. In questi giorni si trova esposta nella collettiva ospitata nel giardino di via Bandello come dono alla città. Parti dell’allestimento – come i cordoli delle aiuole circolari, composti dal legno derivato dalla tempesta del Vaia e dalle funi esauste utilizzate per il sollevamento dei carichi delle gru – sono state realizzate, sotto la guida del designer Andrea Zambelli di Hillsideout, da una squadra di detenuti all’interno del Carcere di San Vittore, adiacente ai giardini che rimarranno allestiti con opere anche dopo la design week.

«La panchina è pensata per accogliere la sosta e il riposo dei camminatori urbani, ma anche, grazie alle due sponde laterali che diventano poggia-testa e al pannello mobile che può fungere da riparo dalla pioggia e dal sole, come luogo protetto notturno per chi non ha una casa» ha spiegato lo stesso Boeri.

E se fra i commenti di Twitter – che riflettono le tante reazioni anche nella realtà -, c’è chi gli ha fatto i complimenti («per i senzatetto una benedizione»), sono moltissimi coloro che hanno attaccato l’architetto per una idea che non gli sembra poi così “inclusiva”: «Grande, altro che edilizia popolare» ha fatto notare qualcuno, riferendosi alla mancanza di alloggi a Milano per chi ha più bisogno.

E c’è poi chi ha allargato la questione, visto che ormai i prezzi degli affitti sono schizzati alle stelle e, dal suo punto di vista, queste panchine restituiscono una visione della città decisamente sconfortante: «Bellissimo, così quando nessuno di noi potrà più permettersi un’abitazione a causa degli affitti insensati potremo comunque dormire su una panchina XL. Questa è la Milano che ci piace», ha scritto il giornalista Andrea Daniele Signorelli.