La metà dei Repubblicani è ancora convinta che l’assalto al Campidoglio sia stato una protesta pacifica | Rolling Stone Italia
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La metà dei Repubblicani è ancora convinta che l’assalto al Campidoglio sia stato una protesta pacifica

A dirlo è un nuovo sondaggio, nonostante quel giorno siano morte cinque persone. In pratica, la base del partito Repubblicano americano vive in una realtà parallela

La metà dei Repubblicani è ancora convinta che l’assalto al Campidoglio sia stato una protesta pacifica

Stephanie Keith/Getty Images

La metà dei Repubblicani crede in una bugia. Crede che l’assalto al Campidoglio andato in scena lo scorso 6 genanio come atto finale della presidenza Trump, in cui cinque persone sono rimaste uccise e decine ferite, sia stato una protesta “prevalentemente pacifica” e “non violenta”. A dirlo è un nuovo sondaggio Reuters/Ipsos pubblicato questa settimana.

Inoltre, dal sondaggio emerge che gli elettori Repubblicani credono anche in un’altra cosa: e cioè che la colpa dell’insurrezione sarebbe da attribuirsi a fantomatici estremisti di sinistra che “hanno cercato di far fare brutta figura a Trump”. Nel mentre, l’80% dei Democratici e il 60% degli elettori incerti credono che Trump e la folla di suoi sostenitori siano responsabili dell’attacco – come effettivamente è. Ma non finisce qui. Ben il 60% dei Repubblicani è ancora convinto che le ultime elezioni statunitensi siano state falsate e che “siano state rubate” a Trump.

I deputati e i senatori Repubblicani sono almeno parzialmente responsabili di questo distaccco dalla realtà dei loro elettori. Come fa notare Reuters, i leader Repubblicani non solo hanno evitato di condannare l’assalto al Campidgolio e l’eredità trumpiana, ma ben 12 deputati Repubblicani al Congresso hanno votato contro una risoluzione per rendere onore ai poliziotti addetti alla sicurezza del Campidoglio che hanno rischiato la vita nel giorno dell’insurrezione.

“I Repubblicani vivono in una realtà parallela”, ha detto a Reuters John Geer, esperto di pubblica opinione della Vanderbilt University. “È un grosso problema. La Democrazia richiede che ci si prenda le proprie responsabilità e questo richiede che si accettino le evidenze”.

Tutto ciò però non è affatto sorprendente. Donald Trump, ad esempio, sta ancora mentendo su ciò che è accaduto quel giorno. In un’intervista concessa questo mese alla Fox, l’ex presidente ha detto che l’assalto al Campidoglio non ha presentato una minaccia alla sicurezza nazionale e che la folla di suoi sostenitori “abbracciava e baciava la polizia e le guardie di sicurezza”. Ovviamente Trump ha evitato di menzionare il fatto che due dei suoi sostenitori presenti quel giorno sono stati nel frattempo arrestati per aver usato spray urticante ccontro un agente di polizia, che in seguito è morto. Non proprio baci e abbracci.

Questo articolo è apparso originariamente su Rolling Stone US