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La foto dei senza vergogna

A un mese esatto dal crollo del ponte Morandi, il sorriso di Toninelli dietro al plastico di Vespa è una gaffe surreale, senza umanità, in linea con il nuovo corso 5 stelle

«Controllo… qui non c’è scritto», scherzava ieri il presidente Conte con la giornalista che chiedeva il nome del commissario straordinario per la ricostruzione del Ponte Morandi di Genova, che lo scorso 14 agosto è crollato uccidendo 43 persone.

Tra le tante sfumature del concetto di opportunità politica, ce n’è almeno una che dovrebbe apparire immediatamente evidente anche ai politici populisti, a quelli che ignorano i riti istituzionali per mostrarsi più vicini alla gente: ridere, sorridere o sogghignare in prossimità di una tragedia nazionale – o della commemorazione delle sue vittime – non si può fare. Nei trenta giorni che ci separano dal crollo del Ponte Morandi, il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli è riuscito a farlo due volte.

La prima a una settimana dal crollo, con un bel selfie sorridente direttamente dalle sue vacanze, con annesso cappellino della guardia costiera. La seconda poche ore fa, ed è un capolavoro d’insensibilità umana prima che istituzionale. Con un solo colpo Toninelli è riuscito a insultare le vittime del crollo e ad azzerare la produzione simbolica dei 5 stelle. Siamo nello studio di Porta a Porta, e il ministro è accanto a Bruno Vespa. I due tengono in mano un pezzo del plastico del ponte Morandi ed è qui che parte la foto-ricordo. Il più consumato Vespa riesce a mettere su un broncetto di circostanza mentre Toninelli mostra plasticamente il nulla che vive alle spalle delle sue lenti e si apre in un sorrisetto amorfo e vacuo.

Vi ricordate i tempi in cui i 5 stelle grondavano furore contro la casta dei politici in tv giurando che invece loro eccetera? Ecco abbiamo visto il loro eccetera: vanno in tv come gli altri, ma in più ridono dei morti.

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