Jovanotti e il suo G8: «Un Paese democratico trasformato in un luogo lugubre e squilibrato» | Rolling Stone Italia
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Jovanotti e il suo G8: «Un Paese democratico trasformato in un luogo lugubre e squilibrato»

Con un post su Facebook il cantante ripercorre il clima di quei giorni, che toccò con mano: il “teatro di guerra”, le “violenze ingiustificate” e l'incontro imbarazzato con Romano Prodi

Jovanotti il 20 luglio del 2001 era presente a Genova durante gli scontri del G8 e, in un lungo post, ha ricordato le drammatiche ore di vent’anni fa che hanno preceduto la morte di Carlo Giuliani e sono seguite con gli scontri che hanno portato alla folle risposta delle forze dell’ordine.

“Quella notte di violenza ingiustificata nella scuola Diaz e poi nella caserma  di Bolzaneto, una notte di vergogna istituzionale che ancora oggi fa venire i brividi”. Il tutto in una “scenografia allestita per un teatro di guerriglia. Finestre chiuse, serrande abbassate, blindati ovunque” e dove “un paese democratico si era trasformato in un luogo lugubre e squilibrato.

Fino alla frase che Bono degli U2 – con lui e Bob Geldof presenti per la campagna Cancella il Debito – gli disse in hotel prima di andarsene prendendo spunto dalla sua Irlanda degli scontri e del terrore: “La violenza politica porta alla morte, devi saperlo quando decidi di usare la violenza per uno scopo politico”.