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In una scuola no-vax del Nord Carolina è esplosa la peggiore epidemia di varicella degli ultimi 20 anni


La Waldorf School di Asheville ha il più alto tasso d’esenzione dai vaccini dello Stato. «Quando osserviamo un alto numero di bambini e adulti non immunizzati, sappiamo che una malattia come la varicella potrebbe diffondersi con più facilità in tutta la comunità»

Foto Andrej Safaric / Alamy / IPA

Alla fine del 2018 il Nord Carolina ha affrontato la peggiore epidemia di varicella da quando il vaccino è diventato disponibile in tutto lo stato. Il focolaio si è sviluppato nella Waldorf School di Asheville, un istituto privato di tipo steineriano. Nella Waldorf di Asheville, 110 studenti su 152 non rispettano i requisiti d’immunizzazione previsti dalla legge, e grazie a un’esenzione – di motivazione medica o religiosa – non hanno ricevuto il vaccino per la varicella. Alla fine dello scorso anno, 36 di questi studenti hanno contratto il virus, battendo un record del 1995.

La Waldorf è una scuola di tipo steineriano, cioè basata sulla pedagogia ideata dal filosofo Rudolf Steiner: favorisce il libero apprendimento dei suoi studenti, dà importanza alla natura e alle materie artistiche, ma non ai vaccini. “La nostra scuola rispetta i requisiti di immunizzazione dello stato”, si legge in un comunicato diffuso dall’istituto, “ma riconosciamo che la scelta dei genitori di immunizzare i loro figli avviene prima dell’ingresso a scuola. Noi supportiamo le nostre famiglie, amiamo i nostri studenti, e siamo riconoscenti alla nostra comunità, che dimostra forza anche in tempi difficili”. Sarà, ma dire di amare la comunità non vale granché se poi finisci per contribuire alla diffusione della malattia.

“Quando osserviamo un alto numero di bambini e adulti non immunizzati, sappiamo che una malattia come la varicella potrebbe diffondersi con più facilità in tutta la comunità – nei nostri parchi, supermercati, nelle squadre sportive”, ha scritto in un comunicato la dottoressa Jennifer Mullendore, direttore sanitario della Contea di Buncombe. “Vogliamo essere chiari: la vaccinazione è la miglior difesa contro la varicella”.

In Italia, nel frattempo, lo stato del dibattito è molto più avanzato, e non c’è nessuno che pensa di mettere in discussione i vaccini o chissà che altro. Nessuno a parte alcuni esponenti del primo partito politico del paese, (come Davide Barillari, “Quando si è deciso che la scienza fosse più importante della politica?”), quelli della Lega, seconda forza di governo, un quotidiano nazionale e una miriade di gruppi facebook, associazioni più o meno carbonare e gruppi di mamme e morbillo party. 

Un brusio di fake news, dichiarazioni e smentite che ha indisposto gran parte dei medici eletti con i 5stelle, arrivati nel movimento proprio per aiutare i “grillini delle origini” a trasformarsi in una forza di governo credibile, composta da professionisti preparati e determinati a cambiare le cose, ora costretti a spiegare una posizione assurda come il “contro ogni obbligo, ma a favore della massima copertura”.

“Il 99 per cento, sia in Parlamento sia tra i cittadini, è a favore della scienza”, ha detto al Foglio la deputata 5stelle Fabiola Bologna, neurologa, tra le più attive nel cercare di controbilanciare le dichiarazioni surreali di alcuni colleghi di partito – come Paola Taverna, con i suoi party esantematici “a casa de mi cugino”. “L’uno per cento fa più rumore”, ha detto la neurologa, “perché urla, strepita, inventa fake news, crea confusione per un po’ di notorietà”.

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