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In Italia verranno chiuse “tutte le attività produttive non necessarie”

Ieri sera il premier Conte ha annunciato nuove misure contro la diffusione del coronavirus. Ulteriore stretta da parte della Regione Lombardia

Foto: Massimo Cavallari/Getty Images

«Siamo di fronte alla più grave crisi che il Paese sta vivendo dal secondo dopoguerra. La morte di tanti concittadini è un dolore che ogni giorno si rinnova». Queste le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ieri sera poco prima di mezzanotte, in una diretta trasmessa su YouTube e Facebook (e ripresa dai più importanti tg nazionali), ha annunciato nuove misure per attenuare la diffusione del contagio da coronavirus.

Su tutte, la decisione di «chiudere nell’intero territorio nazionale ogni attività produttiva che non sia strettamente necessaria, cruciale, indispensabile, a garantirci beni e servizi essenziali». Conte non ha spiegato nel dettaglio quali saranno le aziende interessate e non ha comunicato nessuna scadenza per la chiusura (anche se fonti vicine al governo parlano del 3 aprile), ma ha annunciato che «è stata compilata una lista delle attività che potranno restare operative».

Il premier ha poi specificato che rimarranno aperti supermercati e negozi di alimentari (chiedendo di evitare la corsa all’accaparramento: «Invito tutti a mantenere la massima calma») e le farmacie. Inoltre, ha detto, saranno garantiti i «servizi pubblici essenziali», come «servizi postali, assicurativi, finanziari, i trasporti». Restano aperti anche edicole e tabaccai.

Nel frattempo i governatori della Lombardia (tra venerdì e sabato ha fatto registrare sul territorio regionale 546 morti, il dato più alto dall’inizio dell’emergenza) e del Piemonte hanno firmato ordinanze per una stretta ulteriore. Nel caso della Lombardia chiusi uffici pubblici (tranne quelli che garantiscono “l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità”), studi professionali, cantieri. Le limitazioni agli spostamenti, le chiusure dei negozi non essenziali, dei ristoranti (restano attive le consegne a domicilio) e quella delle scuole sono prorogati fino al 15 aprile. L’attività motoria è consentita soltanto se solitaria e nei pressi della propria abitazione e i cani vanno portati fuori entro i 200 metri dalla propria casa, “con obbligo di documentazione”. È vietato l’accesso a parchi, aree gioco e giardini pubblici. Il presidente della regione Piemonte, Cirio, ha detto: “Chiudiamo tutto quello che è possibile chiudere con i poteri delle regioni”: a Torino, in appoggio alla polizia per far rispettare le misure, è arrivato l’esercito.

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